Una serie di attacchi russi sull'Ucraina, nella notte del 14 ottobre 2026, ha causato almeno sei morti. Le autorità ucraine hanno comunicato il bilancio alle 07:40 ora locale di Kiev. Tre persone hanno perso la vita nella capitale, due nella regione centrale di Dnipropetrovsk e una in quella sud-orientale di Zaporizhzhia. Mosca ha continuato a colpire diverse aree del Paese, concentrandosi a Kiev anche sulle infrastrutture energetiche, provocando diffuse interruzioni di corrente in ampie zone della città.
A Kiev, il sindaco Vitali Klitschko ha confermato un massiccio attacco missilistico balistico contro le infrastrutture energetiche della capitale e della regione circostante.
In un messaggio su Telegram, Klitschko ha dichiarato: “Si registrano interruzioni di corrente nella capitale”. Il quadro fornito dalle autorità locali include anche oltre 20 feriti a Kiev, a seguito dell'attacco balistico russo, che si aggiungono alle tre vittime già confermate.
Blackout e interruzioni a Kiev
Il gruppo elettrico Dtek ha segnalato blackout di emergenza nei distretti di Darnytsia, Dniprovska, Pecherska e Solomianska, oltre che in parte del distretto di Holosiivska. L'azienda elettrica ha indicato che i tecnici sono al lavoro per ripristinare l'energia elettrica il prima possibile. Le interruzioni di corrente sono state una diretta conseguenza dei pesanti attacchi sulla capitale, colpendo gran parte della rete cittadina e le infrastrutture energetiche.
La distribuzione delle vittime evidenzia il coinvolgimento di più regioni nella stessa notte di raid: Kiev, Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia. Nella capitale il bilancio comprende morti, feriti e blackout; nelle altre due regioni i funzionari hanno riportato complessivamente tre vittime: due a Dnipropetrovsk e una a Zaporizhzhia. Il bilancio nazionale è di almeno sei morti, con Kiev come l'area più colpita anche per le significative interruzioni di corrente.
Contesto degli attacchi energetici
Questi ultimi raid si inseriscono in un contesto di attacchi mirati. Già il 13 ottobre 2026, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy aveva denunciato che la Russia aveva colpito almeno sei obiettivi energetici in Ucraina. Gli attacchi alle infrastrutture vitali continuano a rappresentare una strategia ricorrente.