Leone XIV ha lanciato un appello per la pace il 1° novembre 2026, dopo l’Angelus in piazza San Pietro. Il Pontefice ha richiamato l’importanza dell’azione umanitaria svolta a favore della popolazione civile di Oleshky, in Ucraina, sottolineando la collaborazione tra le parti che ha reso possibile tale intervento. Ha auspicato che questo gesto favorisca il dialogo e generi nuove iniziative concrete per la pace.
Il cuore dell’appello papale si è concentrato sulla tregua che ha permesso l’evacuazione dei civili e l’arrivo degli aiuti umanitari nella città.
Leone XIV ha espresso chiaramente: “Auspico che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace”. Queste parole si riferiscono specificamente all’operazione umanitaria condotta in questi giorni a beneficio dei civili di Oleshky.
Il ruolo di mediazione e l'appello spirituale
Il Papa stesso ha avuto un ruolo di mediazione cruciale in questa tregua tra russi e ucraini, facilitando l’evacuazione e la consegna di aiuti a Oleshky, città situata nel sud dell’Ucraina e sotto assedio. L’intera operazione ha evidenziato la necessità di una stretta collaborazione tra le fazioni coinvolte.
A conclusione dell’Angelus, il Pontefice ha affidato a Maria, Regina della pace e di tutti i Santi, tutte le persone che soffrono a causa dei conflitti globali. Questo richiamo spirituale si è legato indissolubilmente all’azione umanitaria di Oleshky, rafforzando la richiesta che lo spirito di collaborazione dimostrato in tale circostanza possa alimentare una duratura volontà di dialogo.
La missione caritativa in Ucraina
Parallelamente, tra il 30 e il 31 ottobre 2026, si è conclusa la missione in Ucraina di mons. Luis Marín de San Martín, Elemosiniere del Pontefice e Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità. La missione aveva lo scopo di portare la vicinanza di Leone XIV alle diverse realtà impegnate nell’assistenza umanitaria sul territorio.
In un periodo di quattro giorni, la delegazione ha percorso circa 2.800 chilometri in auto, visitando dodici realtà caritative di rito latino e greco-cattolico.
Le località toccate includono Kyiv, Zaporizhzhia, Brovary, Poltava e Fastiv. A ciascuna di queste realtà, la delegazione ha consegnato un dono concreto da parte del Pontefice, quale segno tangibile di supporto e solidarietà.