Prestiti - In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, il ricorso al credito da parte delle imprese rimane uno dei pochissimi canali per consentire agli imprenditori di continuare la propria attività e di investire in nuovi progetti. Tuttavia, nonostante un aumento del fabbisogno di finanziamento da parte delle aziende italiane, i recenti dati mostrano una tendenza da parte degli istituti di credito di concedere sempre meno prestiti. Stando a quanto riportato dalla Banca Centrale Europea (BCE) in novembre 2013 i prestiti alle imprese sono calati del 3,9%, toccando quota 6% in Italia. Un dato, questo, che sembra non subirà cali nemmeno per i prossimi anni. La motivazione circa le sempre più stringenti garanzie richieste dagli istituti di credito ai soggetti richiedenti, sono vere fino ad un certo punto, o meglio non sono la causa principale di un simile abbassamento dei prestiti. La principale ragione, infatti, risiede nel fatto che alle Banche convenga investire le proprie risorse in prodotti derivati piuttosto che concedere prestiti ad imprese e famiglie. Ricordiamo che, secondo le ultime leggi, le banche devono raggiungere un "leverage ratio" di almeno il 3%. Questo significa che se una banca detiene prestiti e investimenti per 100 euro deve disporre di almeno 3 euro suoi, un dato che lascia enorme (forse troppo) spazio agli istituti di credito di usare il proprio denaro per compiere investimenti che hanno come fine principale quello di incrementare i propri utili piuttosto che di sostenere l'economia mediante prestiti ad imprese e famiglie. Un ulteriore supporto a questo fenomeno è stato dato dai recenti accordi europei i quali permettono alle banche di escludere dal conteggio degli attivi parte degli investimenti in titoli derivati e prodotti finanziari.