Tra le categorie che più delle altre sta subendo gli effetti devastanti dell'attuale recessione economica troviamo sicuramente quella rappresentata da i giovani under 30. Se da un lato l'accesso ad un contratto di lavoro subordinato appare quasi un miraggio, la situazione non è affatto meno complessa per quanti volessero intraprendere una attività imprenditoriale. Spesso a fare da ostacolo non sono la mancanza di idee o di spirito di iniziativa, ma il problema di realizzare concretamente quanto progettato. In tal senso la quasi totale chiusura al credito nei confronti dei giovani imprenditori (che quasi mai hanno le garanzie richieste dagli istituti di credito) appare uno dei limiti più grandi.

Un sostegno ai giovani imprenditori desiderosi di avviare una propria attività è oggi dato dalla Banca Europea degli Investimenti che, avvalendosi della collaborazione delle banche nazionali che intendono aderire all'iniziativa, ha lanciato linee di credito studiate appositamente per soddisfare le loro specifiche esigenze. In Italia, attualmente, due istituti di credito stanno supportando tale iniziativa: si tratta di Intesa Sanpaolo e Ubibanca che hanno stanziato rispettivamente 120 e 50 milioni di euro per supportare lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile. Naturalmente gli istituti di credito di cui sopra, compresi i loro colleghi europei, richiedono che all'interno delle aziende che intendono ottenere il finanziamento ci debba essere una predominante presenza di lavoratori sotto i trent'anni (in genere la soglia è del 60%).