Il binomio agricoltura-giovani spesso e volentieri, purtroppo, risuona abbastanza utopistico e difficilmente assemblabile. Solitamente ci si chiede come mai le nuove generazioni non si interessino a questo vitale e sempre più accantonato settore. Settore a capo del quale, a tirare le redini dell'attività, ci sono per lo più uomini d'altra epoca. E, di conseguenza, riaffiora nella mente di molti genitori, ma soprattutto nonni, il desiderio di vedere i propri discendenti, e perchè no anche i propri figli, occuparsi del campo agrario.

Il progetto

Ebbene, accomunare natura, agricoltura e giovani è l'intento della proposta rivolta alle "nuove leve" che volessero cimentarsi nell'apertura di un'azienda agricola.
Sotto il profilo economico, il sostenimento dell'impresa avverrebbe mediante dei premi a fondo perduto, le cui cifre potrebbero arrivare fino a 70 mila euro, ciò in base alla regione del nostro Paese in cui si decida di far nascere l'attività. Nello specifico, si tratta di 50 mila euro in Veneto, 20 mila in più nelle seguenti regioni: Basilicata, Lazio, Molise, Sardegna e Umbria. Tuttavia, anche Lombardia, Marche, Sicilia e Toscana offrono discreti vantaggi.

I suddetti incentivi fanno parte della nuova programmazione PSR (Programma di Sviluppo Rurale) 2014-2020 e sono compresi in specifiche e concrete misure di aiuto e di sostegno che, come detto, sono rivolte ai neo agricoltori volenterosi di cimentarsi nel campo dell'imprenditoria agricola.

Cosicché, parallelamente, venga apportato un cambio generazione nel medesimo settore. I fondi potranno essere conferiti solo ai giovani che realizzano aziende a basso impatto ambientale e ben "interrate" nel territorio rurale di propria competenza. Oltre a questi sostegni finanziari sono state preventivate anche delle opportunità congiunte ad investimenti che puntino a diversificare le funzioni delle ditte agricole.

Come già ampiamente annunciato, beneficiari delle misure nominate in precedenza sono i giovani agricoltori intenzionati a perseguire per la prima volta il percorso della conduzione di una società, rispettanti i criteri stabiliti dall'articolo 2, paragrafo 1 lett. n) del Reg. UE 1305/2013: età tra i 18 e i 40 anni, formazione adeguata e completamento del ciclo scolastico obbligatorio.
Il neo imprenditore si assumerà l'impegno di dirigere la propria azienda per un minimo di 5 anni, di aderire ad azioni formative e di consulenza, e di rientrare nella definizione di agricoltore attivo. Ovviamente, in seguito sarà necessario acquisire la qualifica di imprenditore agricolo professionale.
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