Siamo ormai giunti al two day-after le elezioni amministrative e gli esponenti televisivi di questa e quella fazione politica hanno avuto modo di dire la loro. Dichiarazioni statiche, solite. Sì perché, per l'ennesima volta, nonostante i dati certi ed oggettivi, da sinistra a destra si ritengono tutti vincitori, o perlomeno nessuno sconfitto. Che poi, vai a capirli questi politici. Forse, ed è qui che sta il paradossale della cosa, colui il quale si ritiene insoddisfatto è proprio Matteo Renzi. Chi l'avrebbe mai detto. 

Alcun vinto, dunque.

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Dal Partito Democratico, eccetto taluni ed in primis il Premier, rispondono in coro: beh, ma ammesso e non concesso che ci sia stato un calo sulle nostre preferenze, siamo comunque uno dei pochi se non l'unico partito presente ai ballottaggi. Dal centrodestra rilanciano così: avete visto a Milano? Eh, quando siamo uniti si vince. Il Movimento 5 Stelle, in ultimo ma non per differenza rispetto ai precedenti, si ritiene assolutamente soddisfatto. Perché? Perché in vantaggio a Roma e Torino.

Ergo quanto segue.

Il Pd al massimo si reputa "non soddisfatto", ma guai a dirsi perdente, non sia mai. Fatto sta che, però, è il partito che si è posto alla guida del Paese, però ha vinto al primo turno soltanto a Cagliari per quanto concerne le medio-grandi città e quindi i capoluoghi di regione. Per i dem queste elezioni sarebbero da leggere - sempre stando a numeri e percentuali, che poi aldilà di ogni qualsivoglia opinione e o dichiarazione sono quanto conta davvero - come una sonora sconfitta, in quanto non è "ammissibile" che quello che dovrebbe essere il primo partito nazionale e governante il Paese ottenga quanto raccolto, ovvero relativamente poco.

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Dalla parte opposta, poi, è troppo facile fare i Ponzio Pilato della situazione e lavarsene le mani con dichiarazioni di facciate che lascino intendere, e dicono, che se unisci le forze (Milano, ndr) puoi vincere.

Non è così che funziona. Se tu, Lega, sostieni di voler ambire alla Nazionali di certo non puoi rimanere soddisfatto di queste elezioni. Se tu, Forza Italia, dici di voler riunire il centrodestra e i moderati, dovresti ritenerti sconfitto perché di certo per l'occasione non ci sei riuscito e, quando hai provato a farlo (Roma, ndr), hai fallito miseramente sbagliando quanto sbagliabile. E infine, per seguire l'ordine di cui sopra, il M5S.

Per loro vale il discorso leghista e forse ancor di più. Da mesi, anni, crei hashtag e slogan con cui proclami di "vincere poi", ma di fatto all'occasione nemmeno tu ci sei riuscito. Seppur sia indubbia la triplicazione dei voti nella Capitale rispetto alle comunali del 2013 e il 30,01% a Torino, ciò non basta. Per fare quanto detto, si sarebbe dovuto vincere dal principio, e cioè alla prima tornata elettorale, almeno in un grande centro. Ma questo non è avvenuto e allora anche ai pentastellati non dovrebbero mancare i motivi per non ritenersi propriamente gloriosi dopo questi primi turni.

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Concludo dicendo che, nella fattispecie Lega e 5 Stelle, era illogico e infattibile vincere di netto ovunque, ma non è questo che gli si imputa. Forza Italia scende pesantemente rispetto alle Europee a Roma, in cui il Partito Democratico fa ancora peggio perdendo quasi 10 punti percentuale. Insomma, la mia tesi - a grandi linee è facilmente comprensibile e l'avrete ben capita - ritengo dunque che un po' di autocritica in più e autocelebrazione in meno sarebbero stati più consoni ai verdetti.