Riforma Pensioni: serve maggiore equità e riequilibrio. Idati diffusi dall'Istituto nazionale di Statistica sono allarmanti: il 5% deipensionati ricchi pesa sulle casse dello Stato per ben 45 mld di euro.
Una cifra enorme e spropositata se si considera che meno diun milione di pensionati, a tanto ammonta infatti il numero di coloro chepercepisce un assegno pensionistico pari o superiore a 3000 euro, pesa sullaspesa pensionistica quasi quanto i sette milioni delle fasce più basse, chepercepiscono meno di mille euro al mese. Per i pensionati ricchi lo Statospende 45 mld di euro, per i secondi, che corrispondono quasi alla metà dellapopolazione italiana, 44%, pochi miliardi in più, per l'esattezza 51 mld dieuro.
Se si pensa al bucodell'Inps e alla possibilità che dal 2015 vi sia il rischio defaultdell'istituto che impedirebbe ai pensionatidi ricevere il proprio assegno pensionistico raggiunto già con fatica esacrifici, a causa delle continue riforme pensioni che ritardano l'accesso alraggiungimento dei requisiti pensionistici, idati appaiono ancora più preoccupanti.
I dati dell'Istituto di Statistica sono fermi al 2011, e siconfida che qualcosa dovrebbe essere cambiato visti alcuni interventi attuati sul capitolo pensioni o cambi in caso di approvazione di alcuniemendamenti proposti nella Riforma Pensioni. Gli interventi però al momentopaiono ancora marginali per garantire maggiore equità tra i pensionati più ricchi ed i pensionatipiù poveri.
In parlamento sulla questione Riforma pensioni è ancorascontro sullo sblocco o meno della rivalutazione, e su chi dovrebbe esserechiamato al pagamento del contributo di solidarietà destinato a finanziare gliesodati.