Riforma Pensioni: la flessibilità sembra essere diventata, in questo inizio 2014, la parola chiave nel dibattito sulle modifiche al sistema previdenziale. L'ultima novità in tale senso è rappresentata dalle parole del ministro del lavoro Enrico Giovannini, che negli ultimi giorni ha affermato di essere al lavoro sull'anticipo dell'età pensionabile, con una formula su base volontaria e che coinvolga lo Stato, il lavoratore e le imprese. Vediamo di cosa si tratta.

Riforma pensioni: la nuova pensione anticipata

L'ipotesi allo studio dell'esecutivo non va a modificare l'impianto pensionistico esistente, riformulato dalla riforma Fornero nel 2011, ma vuole introdurre uno strumento aggiuntivo per permettere ai lavoratori di ritirarsi anticipatamente dall'attività.

In che modo? Giovannini nelle scorse settimane ha parlato di "prestito pensionistico": una sorta di anticipo sulla pensione da restituire poi con trattenute sulla pensione stessa.

Secondo questa ipotesi di schema, il lavoratore prossimo al raggiungimento dei requisiti pensionistici potrebbe scegliere di ritirarsi dall'attività ricevendo un assegno pari ad una percentuale del proprio stipendio, erogata in parte dall'Inps, in parte dall'azienda di appartenenza. E poi? Una volta raggiunti i requisiti, egli comincerebbe a ricevere la pensione, con una decurtazione mensile (pari, si ipotizza, al 10-15%) per restituire le somme incassate in precedenza.

Nell'ultimo intervento su Repubblica, Giovannini spiega: "con il Tesoro stiamo lavorando per arrivare a una proposta robusta sul piano finanziario e giuridico da presentare alle parti sociali".

L'idea è quella di uno strumento flessibile, che preveda una contribuzione da parte dei tre soggetti coinvolti: vale a dire lavoratori, imprese e stato.

Una soluzione che potrebbe venire incontro in particolare alle esigenze delle aziende più piccole, che "attualmente non possono utilizzare gli strumenti previsti".

Riforma pensioni, la nuova pensione anticipata: cosa ne pensano i sindacati?

Si tratta, allo stato attuale, di semplici ipotesi, ma i sindacati hanno già cominciato a far sentire la propria voce in merito a questa nuova ipotesi di pensione anticipata.

"Gli annunci non bastano, bisogna passare ai fatti" ha affermato Maurizio Petriccioli, segretario confederale Cisl, che richiede al governo di avviare un confronto con le parti sociali proprio sul tema della flessibilità in uscita dal mercato del lavoro. "Tali soluzioni potrebbero, peraltro, contribuire anche a risolvere definitivamente la questione degli esodati" ha sottolineato Petriccioli.

Con una dura critica all'irrigidimento dei criteri di accesso alla pensione introdotti dalla riforma Fornero. 

Sostanzialmente analoga la posizione della Cgil, espressa da segretario confederale Vera Lamonica: "sono proprio le regole della riforma Fornero che vanno cambiate", occorre "introdurre nell'impianto del sistema un meccanismo di vera flessibilità che non sia penalizzante per i lavoratori e produca regole sostenibili ed efficaci".

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