Nel mese di settembre di quest'anno ricorrerà il ventesimo anniversario della legge 626: facciamo il punto della situazione. Purtroppo ancora oggi, ogni giorno, donne e uomini lavoratori, escono di casa per andare a lavoro e non vi fanno più ritorno. Non riabbracceranno i loro cari perché sfortunatamente sono periti nello svolgimento delle loro mansioni: caduti rovinosamente da un impalcatura senza reti di sicurezza, intossicati da vapori caustici, folgorati o schiacciati da una macchina.

Siamo nel 2014 e purtroppo il bilancio è ancora una volta negativo! Le chiamano "morti bianche", ma forse è meglio considerarle per quello che sono in realtà: dei veri e "omicidi" sul lavoro. Termine forte, ma sicuramente più realistico.

Come mai un Paese evoluto e civile come l'Italia, che vanta primati in tecnologie ed innovazione, deve piangere i suoi figli, perché un datore di lavoro non rispetta volutamente le normali ed obbligatorie norme di sicurezza?

Sindacati, politici, istituzioni sono spesso assenti ed i familiari delle vittime si ritrovano spesso abbandonati e stanchi di lottare per dei diritti che diritti non sembrano.

Secondo l'osservatorio indipendente di Bologna, i morti sul luogo di lavoro in Italia dall'inizio dell'anno 2014 al 23 aprile, giorno in cui lo stesso osservatorio inizia uno sciopero di protesta, sono 169: circa il 20 % in più dello stesso giorno del 2013.

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Ma se a questi aggiungiamo: i morti sulle strade, i morti in itinere (come gli autotrasportatori) o le categorie con assicurazioni diverse dall'INAIL, si pensa che il numero di vittime possa arrivare ad un minimo di 330. Avere un numero certo è impossibile.

Il Piemonte guadagna il primo posto sul triste ed infausto podio, con ben 17 vittime in soli quattro mesi, segue la Lombardia con 15. Terzo posto per la Sicilia, il Lazio e l Emilia Romagna con 14 lavoratori caduti sul posto di lavoro.

13 morti per il Veneto, 12 per la Toscana, 11 per la Puglia ed a seguire fino a giungere alla Sardegna con 3 morti ed il Molise, fanalino di coda con un "solo" morto.

L'osservatorio il 1 maggio porterà il lutto al braccio, in segno di protesta ed indignazione, contro l'indifferenza delle istituzioni e della Politica nei confronti di alcune categorie di lavoratori che non risultano nelle statistiche ufficiali.

E pone l'attenzione sulle "morti verdi": morti in agricoltura schiacciati dal trattore.

Anche quest'anno, come dal 2003, la "International Labour Organization" (dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro ) ha organizzato in tutto Mondo per il 28 aprile un giornata "per non dimenticare" e sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni , i governi, i datori di lavoro, su quanto sia importante la prevenzione degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali.

Il tema del 2014 è : "Salute e sicurezza nell'utilizzo di prodotti chimici sul lavoro" . L' Organizzazione Internazionale del Lavoro ha esaminato la situazione attuale relativa all'utilizzo dei prodotti chimici sul luogo del lavoro e il loro sull'ambiente e sui lavoratori e giunge a questa conclusione che riporto fedelmente:

"Le sostanze chimiche sono fondamentali nella vita moderna e continueranno ad essere prodotte e utilizzate sui luoghi di lavoro". Aggiunge anche che : "Le sostanze chimiche presentano tutta una serie di possibili effetti negativi, dai rischi sanitari quali la cancerogenicità, ai rischi fisici quali l'infiammabilità, ai rischi ambientali quali la contaminazione diffusa e la tossicità per la vita acquatica. Numerosi incendi, esplosioni e altri disastri sono causati da una mancanza di controllo dei rischi fisici delle sostanze chimiche".

Molti lavoratori in Italia e non solo, sono giornalmente esposti a sostanze tossiche e quindi pericolose. Tutti dovrebbero essere adeguatamente protetti, ricevere adeguate informazioni sui rischi che possono correre ed avere il diritto di lavorare in un ambiente salubre e sicuro. La produzione mondiale di sostanze chimiche aumenta progressivamente, ciò significa che bisogna assolutamente prendere seri provvedimenti al più presto. E dire basta a questa inutile ed evitabile barbarie.

Tra le novità della Giornata Mondiale, quest'anno, trova spazio anche lo "stress da lavoro". La crisi sociale ed economica ha inesorabilmente e chiaramente peggiorato anche le relazioni umane. Viene privilegiato un certo individualismo, che spesso ha generato nei luoghi di lavoro un senso di solitudine, che oggi rappresenta una profonda piaga sociale.

Non si sa più lavorare il gruppo! Non si fa lavoro di squadra! La solitudine amplifica a sua volta gli enormi disagi che già l'italiano deve affrontare anche dal punto di vista economico.

Che cos'è la legge 626 ?

Il Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 è un atto normativo della Repubblica Italiana emanato nel 1994 per regolamentare la sicurezza sui luoghi di lavoro. Secondo ciò che è riportato nel testo ufficiale, esso:

  • introduce sanzioni penali per i trasgressori;
  • istituisce i rappresentanti per la sicurezza, eletti dai lavoratori, con poteri di ispezionare impianti e prendere visione dei documenti aziendali;
  • obbliga i datori di lavoro a pubblicare una documentazione di valutazione complessiva del rischio;
  • determina una responsabilità in solido delle aziende appaltatrici nei confronti di quelle subappaltanti;
  • prevede la sospensione delle attività fino alla messa in regola, nelle aziende che non rispettino la 626, abbiano più del 20% dei lavoratori in nero, ovvero sottopongano i dipendenti a turni di lavoro maggiori di quelli consentiti dai Contratti Nazionali di categoria.

Le prime leggi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro furono introdotte in Italia già 50 anni prima, ma risultavano tra le norme meno osservate. Solo negli anni '90 , con l'ingresso della nostra Repubblica in Europa, questa emanò delle direttive a cui le imprese, i committenti e i datori di lavoro erano assolutamente obbligati all'osservazione dei decreti emanati precedentemente. Furono create nuove figure lavorative che si interessassero di sicurezza e che avessero il compito di formare ed informare i lavoratori sui rischi sul luogo del lavoro.

La maggiore innovazione fu l'introduzione del decreto legislativo 626/94 creato secondo le direttive CE. Con esso il datore di lavoro aveva l'obbligo di valutare i rischi sul luogo del lavoro. Fu creata la figura del "rappresentante dei lavoratori per la sicurezza", che deve essere eletto dai lavoratori stessi e la figura del "Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione."

Questi, valutando il rischio, devono : individuare i pericoli ed attuare di conseguenza le giuste misure di prevenzione e protezione, ridurre al minimo rischi e danni da infortuni e da malattie professionali. Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e della valutazione dei rischi. Egli deve migliorare ogni condizione del luogo di lavoro con periodici interventi di miglioramento.

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