Prosegue senza soluzione di continuità il dibattito in tema di riforma pensioni 2014; come sottolineato dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, le vicende connesse a Quota 96 Scuola, precoci ed esodati vanno sempre più trasformandosi in vere e proprie emergenze sociali.



Su tutti il caso degli esodati, ma anche lavoratori precoci e Quota 96 della Scuola attendono da tempo risposte concrete; una riforma delle pensioni 2014 ben congegnata non può non partire dalla risoluzione delle loro vertenze salvo poi doversi aprire ad una visione più ampia, con l’intero sistema previdenziale che andrebbe rivisto dalle fondamenta.



Riforma pensioni 2014, Quota 96 Scuola: soluzione definitiva dopo le Europee



Tra i casi più delicati fra quelli connessi ad una possibile riforma delle pensioni 2014 troviamo certamente quello dei Quota 96 della Scuola, che ormai da due anni sono in attesa di risposte concrete; la categoria chiede con forza il pensionamento a partire dal primo settembre 2014, e sebbene non si intravedano appuntamenti istituzionali all’orizzonte l’impressione corrente è che il governo Renzi abbia preso piena consapevolezza della delicatezza della situazione.



A tenere in particolare banco sono le dichiarazioni rilasciate dal ministro Giannini, che nei giorni scorsi ha ribadito come il caso dei Quota 96 della Scuola verrà affrontato dopo la fine delle Europee; servono 450 milioni di euro, e come riportato nell’ultima risoluzione depositata alla Camera, il governo Renzi ha tempo sino al 15 giugno per dare una risposta sul reperimento dei fondi.



Una riforma delle pensioni 2014 non può non passare da una risoluzione del caso dei Quota 96 della Scuola, che per cautelarsi hanno comunque presentato un ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi con la speranza che la deadline di metà giugno venga rispettata.

Riforma pensioni 2014, precoci: prepensionamento rimane unica alternativa



Uno dei blocchi previdenziali più delicati è certamente quello connesso ai lavoratori precoci, che il governo Renzi continua clamorosamente a non considerare all’interno del disegno riformatore che condurrà alla riforma delle pensioni 2014.



Qualche passo in avanti è stato compiuto, con politici, giuslavoristi ed esperti che continuano a ribadire la necessità di modificare la Legge Fornero, origine a causa di numerose vertenze previdenziali tra cui quella degli stessi precoci, che avendo avviato l’attività lavorativa molto presto rischiano di vedere compromesso il diritto al pensionamento per via dell’innalzamento dell’età pensionabile voluto dall’ex ministra.



La recente apertura di Poletti, che ha parlato di possibile prepensionamento per gli over 60, potrebbe aver aperto una breccia, ma il raggio d’azione dell’ipotesi paventata dal ministro appare al momento limitato (dovrebbero beneficiarne esclusivamente i disoccupati); solo un utilizzo su base più ampia dell’istituto del prepensionamento potrebbe apportare significative novità, ma per il momento, l’unico a ribadire che una riforma delle pensioni 2014 deve prevedere questo tipo di strategia è Cesare Damiano. Anche qui bisogna dunque attendere per analizzare i futuri sviluppi.

Riforma pensioni 2014, esodati: sparito il tavolo tecnico, si rimane in attesa di risposte



La prima vertenza previdenziale che la riforma delle pensioni 2014 dovrà risolvere è comunque quella dei lavoratori esodati, sia per la gravità in senso assoluto della loro situazione (si tratta di individui sono senza lavoro né diritto alla pensione) che per la numerosità della categoria (oltre 300.000 unità). Il tavolo tecnico costituito per affrontare la vertenza si è riunito una sola volta e al momento non sono stati comunicati altri meeting, ecco che anche in questo caso l’unica cosa possibile è aspettare. Il governo Renzi sa di non avere più molto tempo a diposizione, l’agitazione sociale è alle stelle e bisogna intervenire. Senza se e senza ma.