Governo Renzi, riforma pensioni, a 57 anni con calcolo contributivo? Ipotesi possibile
Come mai?
Lo squilibrio di trattamento pensionistico che si sarebbe venuto a creare tra settore pubblico e privato sarebbe stato troppo evidente e, quindi, per evitare malcontenti, il piano dovrebbe essere messo in disparte.
A cosa sta pensando in questo momento il governo Renzi, allora? La proposta che sta sempre più prendendo piede, nelle ultime ore, riguarda una pensione anticipata a 57 anni e con 35 di contributi per i lavoratori dipendenti e a 58 anni per i lavoratori autonomi (sempre con 35 anni di contributi).
Attenzione però perchè le condizioni saranno particolarmente dure da digerire. Infatti, l’importo della pensione verrà interamente calcolato sulla base del metodo contributivo, cioè secondo i contributi versati e non con il precedente metodo, quello retributivo, in base, cioè, alla cifra risultante dall'ultimo stipendio.
Morale della favola: in pratica, si andrebbe sì in pensione prima ma con un taglio che in media sarà intorno al 25 - 30% fino a sfiorare addirittura il 45 per cento. Quanto converrà ai futuri pensionati? Secondo voi, si tratta di una proposta accettabile?