Non accenna ad esaurirsi il dibattito relativo alla riforma della Scuola 2014 e al piano Giannini-Miur: nel frattempo lo stesso ministero ha reso noti i numeri ufficiali relativi all’organico docenti per l’anno scolastico 2014/2015. A fronte di un quantitativo di alunni salito di ben 65mila unità nell’ultimo biennio, siederà in cattedra lo stesso numero di docenti, con i pochi tagli previsti concentrati al Sud.

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Il dissenso verso la riforma della Scuola e il piano stilato dal MIUR continua a crescere anche e soprattutto tra i precari, ormai disposti a tutto, anche a lavorare come amministrativi o bidelli come racconta il Messaggero Veneto.

MIUR e riforma Scuola 2014: tagli all’organico docenti del Sud, 100mila i posti vacanti



Non si placano dunque le polemiche connesse alla riforma della Scuola 2014 e al piano messo a punto da Giannini e dal MIUR: mentre il dibattito si fa sempre più incandescente, il ministero ha reso noto l’organico docenti riferito al prossimo anno scolastico. Il numero di insegnanti sarà più o meno lo stesso (circa 629mila), con gli unici tagli ad essere concentrati al Sud; la Sicilia avrà ad esempio 500 posti in meno, la Campania sconterà un deficit di 387 posti, mentre Puglia e Calabria si attesteranno, rispettivamente, a quota 340 e 183.



L’Anief ha stimato che saranno circa 100mila i posti vacanti, quelli che dovrebbero cioè essere occupati perché il corpo docenti risulti sufficiente a coprire l’effettivo fabbisogno della Scuola. Il pensiero corre così agli 8mila docenti vincitori senza cattedra del concorso del 2012 e ai 400mila precari che la riforma della Scuola 2014 getterà in mezzo alla strada (di fatto l’idea è quella di cancellare le graduatorie d’Istituto). Pronti ad abbattersi su un universo, quello dell’Istruzione, già pesantemente turbato da anni di mal gestione e vessazioni, la riforma della Scuola 2014 e il piano del duo Giannini-MIUR rischiano di avere un impatto devastante.

MIUR e riforma Scuola 2014: precari in forte difficoltà, ‘Faremo i bidelli’



Non potrà che essere un disastro la cancellazione delle graduatorie d’Istituto con il conseguente  affidamento delle supplenze brevi ai docenti di ruolo: eppure queste sono solo due delle indicazioni che vanno emergendo dalla riforma della Scuola 2014 e dal piano Giannini. I tantissimi precari della Scuola non ci stanno più, alzano la voce e consegnano il proprio malcontento alle colonne del Messaggero Veneto.



Ci basta lavorare. Ci siamo infilati negli elenchi di terza fascia per non perdere un’occasione’ ha dichiarato qualcuno; i contratti scaduti a giugno e non confermati aprono le porte ad un’estate senza lavoro né salario, ‘chi ha lavorato anche negli anni passati avrà Aspi e mini Aspi, ma non basta per campare’ chiosa qualcun’altro. Molti precari - autentiche vittime della riforma della Scuola 2014 in preparazione da parte del ministro Giannini e del sottosegretario del MIUR - raccontano poi di come abbiano dovuto rinunciare ad alcune supplenze perché avrebbero speso ‘il doppio della retribuzione solo per pagare il carburante’.



In tanti hanno poi optato per l’iscrizione a PAS e TFA, percorsi che la stessa riforma della Scuola 2014 vorrebbe cancellare: ‘Gli atenei ci salassano - dicono i docenti ai sindacalisti così come riportato dal Messaggero Veneto - 3mila euro da pagare nell’ateneo di Udine per i corsi di specializzazione sull’handicap. Gli altri hanno una media di 2 mila euro. La prospettiva è quella di 15 o 20 anni di supplenza, senza stabilità nel lavoro in cattedra’. Insomma una situazione insostenibile, che ha spinto molti laureati ad inscriversi alle graduatorie di amministrativi, tecnici e ausiliari Ata. In tantissimi competeranno per le bidellerie: ‘Senza lavoro e salario, laureati col contratto scaduto a giugno, sono disposti a impugnare straccio e ramazza’ commenta al riguardo la CGIL. Non era certo facile peggiorare le cose, ma la riforma della Scuola 2014 di Giannini e del MIUR ci sta riuscendo: e Voi che cosa ne pensate? Perché a vostro giudizio il ministro Giannini ha deciso di cancellare PAS, TFA e Graduatorie d’Istituto? Siete d’accordo con questa ipotesi? Dateci il vostro parere commentando l’articolo qui sotto!

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