Il mese di agosto sicuramente non caldo dal punto di vista climatico si è riscaldato per quanto riguarda il tema della riforma delle pensioni Renzi. Ad essere al centro della discussione è da un lato la questione della flessibilità per favorire le pensioni anticipate e dall'altro il tema che spesso ritorna del prelievo alle cosiddette pensioni d'oro. Ad intervenire su questo tema sono stati nell'ordine Damiano, Baretta e il premier Renzi in persona. Il nodo riguarda sia il prelievo in se stesso sia quale reddito previdenziale è da considerarsi realmente "d'oro".

In questo articolo cercheremo di fare il punto della situazione.

Riforma pensioni Renzi: Damiano su flessibilità e pensioni d'oro

Damiano, presidente della Commissione Lavoro del Senato, è intervenuto sulla questione del prelievo delle pensioni d'oro e più in generale sulle linee da seguire per la riforma delle pensioni Renzi. In primo luogo ha sostenuto, a seguito delle continue dichiarazioni agostane sul presunto prelievo in programma, che le pensioni al di sotto dei 5mila euro mensili non dovranno essere toccate perché non sono quelle le pensioni d'oro. Ma dove intervenire allora? Secondo Cesare Damiano bisognerebbe estendere a tutti il tetto massimo di 100mila euro lordi annui di pensione per poter colpire realmente i privilegi di chi percepisce assegni previdenziali anche di 20mila euro al mese.

Insomma, Damiano cerca di gettare acqua sul fuoco. Ma ad intervenire è stato anche Baretta.

Riforma pensioni Renzi: Baretta su flessibilità e pensioni d'oro

Baretta, sottosegretario all'Economia, è di tutt'altro avviso rispetto a Cesare Damiano. Per quanto riguarda tutte le mosse necessarie per attuare una vera riforma delle pensioni Renzi, il sottosegretario ritiene che un prelievo per i redditi da pensione superiori a 3.500 euro non sarebbe uno scandalo. A suo modo di vedere, si tratta già di redditi da considerare alti e non medi. Per Baretta, insomma, si dovrebbe pescare dalle pensioni d'oro (anche se per alcuni sarebbero "d'argento" se non addirittura di "bronzo") perché vanno escluse preliminarmente altre mosse per fare cassa come il blocco del rinnovo contratto per gli statali o addirittura la tanto temuta patrimoniale.

Le parole di Baretta sconfessano completamente Poletti che, in una recentissima intervista al Corriere della Sera, aveva chiarito come un prelievo sulle pensioni d'oro non fosse in programma e che casomai sarebbe da discutere ma in un'altra fase.

Riforma pensioni Renzi: il premier su flessibilità e pensioni d'oro

Ma è proprio il premier Renzi a intervenire al Tg5 e a chiarire come il governo non abbia alcuna intenzione di intervenire sulle pensioni d'oro e che bisognerebbe non dare troppo peso alle chiacchiere agostane: "Credo che alcune chiacchiere di agosto della politica siano più o meno simili alle chiacchiere dei direttori sportivi quando parlano dei giocatori che vanno acquistati. Tante chiacchiere e poi il calciomercato si chiude con poche notizie".

Sempre durante l'intervista Renzi è chiarissimo, tutte le discussioni su pensione anticipata e prelievi eventuali non sono all'ordine del giorno e quindi non sono da considerarsi neanche notizie nel vero senso della parola. L'intervista si chiude con una sfida ai sindacati che se proprio vogliono un autunno caldo ben venga perché l'estate è stata alquanto fresca. Insomma, la consueta ironia da parte del premier e il consueto sconfessare le dichiarazioni dei membri del governo. Sembra che bisognerà attendere settembre per capire quali saranno le prossime mosse.