Jobs Act e Articolo 18 ormai in dirittura d'arrivo. Qualche ritocco che interesserà il reintegro dei lavoratori licenziati per motivi disciplinari e non quelli discriminatori ma, nero su bianco, come funzioneranno i primi sarà deciso solo nei decreti delegati che il Governo emanerà nei prossimi mesi per l'attuazione della legge delega. Vediamo quali sono le ultime novità in tema di contratti a tutele crescenti, di licenziamenti, di ammortizzatori e assegno universale e centri per l'impiego.

Le prime novità riguardano proprio i contratti: quelli a tempo indeterminato saranno a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio dei neoassunti.

Saranno aboliti i co.co.pro. e mantenuti solo le forme contrattali che hanno reali collaborazioni per esigenze dei lavoratori stessi o per la natura dell'attività professionale. Detto che sarà la legge delega a definire i casi di reintegro per i licenziamenti illegittimi, il reintegro che attualmente vige per i licenziamenti senza giusta causa, verrà mantenuto solo per quelli discriminatori per motivi religiosi, razziali o di sesso. In discussione il caso di reintegro senza giusta causa per motivi disciplinari: attualmente il reintegro avviene se il fatto contestato al lavoratore non sussiste o se il fatto sussiste ma è punito con sanzioni inferiori al licenziamento secondo i contratti collettivi.

Si punterà, inoltre, alla semplificazione delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro, mentre, in base all'emendamento presentato ieri, si va verso un demansionamento possibile solo se il salario del lavoratore non cambia.

In tema di disoccupazione si va verso l'assegno universale: la durata del trattamento di disoccupazione sarà misurata alla storia contributiva del lavoratore con durata superiore a quella massima attuale di 18 mesi.

Sarà allargata l'Aspi, l'Assicurazione per l'impiego introdotta già dalla Fornero: vi rientreranno anche i co.co.pro., ma sarà necessario un biennio di sperimentazione. La minoranza Pd chiede che i nuovi ammortizzatori siano estesi ai licenziamenti senza giusta causa. Infine spariranno i fallimentari centri per l'impiego, gli ex uffici di collocamento: al loro posto sarà istituita l'Agenzia Nazionale per l'Occupazione che dovrà garantire l'incontro reale tra domanda e offerta di lavoro e gestire i sussidi di disoccupazione.