Da quando la Legge Fornero nel 2011 ha provocato una vera e propria riforma del sistema previdenziale italiano, i correttivi a tale legge si sono susseguiti nel corso del tempo anche se spesso in maniera molto limitata. Inanzi tutto si è cercato di rendere meno pesante la penalizzazione di chi si aspettava di andare in pensione da lì a poco e invece tale prospettiva è venuta meno. Da quel momento in poi numerose sono state le norme create appositamente per rispondere a tutti coloro che fino a tale riforma, avendo perso il lavoro, avevano comunque la prospettiva di andare in pensione.

La riforma Fornero in parole povere ha portato ad una progressiva crescita dei requisiti per andare in pensione.

Tuttavia fin da subito è stato chiaro che vi erano parecchi problemi relativi alla poca flessibilità che tale legge dimostrava in numerosi casi. Tra le tante proposte spicca sicuramente quella relativa alla possibilità di andare in pensione in anticipo ma con una penalizzazione concernente l'entità dell'assegno. Questa ipotesi è tuttora allo studio e particolarmente presa in considerazione anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Ovviamente la difficoltà sta nel fatto che tale cambiamento non sarebbe a costo zero visto e considerato che consentire la flessibilità nell'accesso alla pensione comporta necessariamente un costo in termini di stanziamenti da parte dello Stato.

Pertanto la situazione va attenzionata a dovere, onde evitare di dilapidare tutto quanto di positivo da questa riforma è comunque derivato, in special modo per quello che concerne le casse dello Stato.

Occorre insomma trovare una copertura a questa nuova norma. Ma del resto la continua ricerca di equilibrio finanziario da sempre caratterizza il sistema previdenziale italiano. Si è anche pensato ad un taglio delle prestazioni per le Pensioni da un certo importo in su ma al momento si tratta soltanto di idee non si sa quanto realmente fattibili per vari problemi. Primo fra tutti quello relativo al principio del "pro rata".

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