Continua a far discutere la Riforma delle Pensioni approvata nel dicembre del 2011 dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero. La stessa, chiamata dal Presidente del Consiglio Mario Monti a spiegare in Tv la manovra, era scoppiata in un pianto plateale, testimoniandone il disaccordo. Fu proprio la Fornero a dichiarare fallito il tentativo di riforma del sistema previdenziale. Da allora gli interventi, seppur limitati, si sono susseguiti.

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In ultimo, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, sul finire del 2014, prevede, come stabilito dalla Riforma Fornero ed dalla Berlusconi del 2010, un ulteriore allungamento di 4 mesi della vita lavorativa media a partire dal 1° gennaio 2016 (le novità sul provvedimento al link). Ma ancora l'impostazione della Legge Fornero continua ad ostacolare la realizazione di un organico sistema previdenziale.

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Ecco tutte le novità in arrivo. 

La Legge Fornero ed i suoi correttivi

Il primo correttivo è solo di poche settimane dall'approvazione del Dl 201/2011. L'obiettivo era garantire, a coloro che avevano perso il posto di lavoro, la prospettiva di andare presto in pensione. Ma, bisognava anche ristabilire la possibilità, per quanti erano stati ammessi alla contribuzione volontaria, di andare in pensione in tempi definiti. 

La Legge Fornero è basata su cinque aspetti:

1) calcolo di tipo contributivo per tutti a decorrere dal 1° gennaio 2012;

2) età di vecchiaia a 66 anni per gli uomini e le donne del settore pubblico, superando i 12 mesi per il requisito pensionistico;

3) per le donne del settore privato, dipendenti ed autonome, incremento progressivo dell'età pensionabile, per avere nel 2018 l'allineamento col pubblico: nel 2021 non si sarà più "giovani" di 67 anni;

4) pensione anticipata in alternativa all'anzianità, con revisione progressiva dei contributi richiesti ed eliminazione dell'attesa al raggiungimento dei requisiti;

5) adeguamento dell'età pensionabile alla speranza di vita, innalzando i requisiti contributivi e anagrafici: fino al 2019 i ritocchi saranno triennali, dopo almeno biennali.

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Pensioni Matteo Renzi

Il leitmotiv è l'innalzamento dell'età pensionabile, così da premiare chi prolunga l'attività lavorativa oltre l'ordinario, utilizzando un sistema di calcolo pensionistico con quote fino ai 70 anni.

Tutte le novità in arrivo

Tra le numerose opzioni c'è la pensione anticipata con penalizzazioni sull'assegno, proposta solo pochi giorni fa dal consigliere del premier Renzi, Yoram Gutgeld ed ancora allo studio.

In realtà, l'opzione non sarebbe a costo zero ed anche se ora il trattamento sia correlato ai contributi versati ed all'età, l'accesso flessibile alla pensione richiederebbe risorse. Questo perchè, in Italia la previdenza obbligatoria è fondata sul principio della ripartizione: i contributi dei lavoratori attivi finisco nel pagamento delle pensioni prima di essere destinati al trattamento pensionistico individuale.

Altra opzione ricorrente, e forse più equa, è la riduzione delle pensioni da un certo valore in su, per la quota ancora definita col metodo retributivo.

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Questa possibilità cozzerebbe con il principio del pro rata che salvaguardia l'importo maturato a quel momento ed il Dl Stabilità ha eliminato le penalizzazioni sulla quota dell'assegno ottenuto col retributivo prima dei 62 anni. Ancora, resta possibile un limite alle Pensioni d'oro risultanti dal calcolo contributivo pro rata. In ultimo, la decisione della Corte costituzionale che dovrà esprimersi sul Referendum sulla Legge Fornero.

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