Governo Renzi ancora al lavoro sul meccanismo che prevede l'opzione donna, ovvero quella possibilità estesa alle lavoratrici di lasciare il lavoro, e quindi di usufruire del trattamento pensionistico all'età di 57 anni e 3 mesi se appartenenti al settore pubblico, e 58 anni e 3 mesi per le donne dipendenti del settore privato accompagnato dal versamento effettivo di 35 anni di contributi. Da non dimenticare che, per usufruire di tale opzione, l'importo riportato nell'assegno pensionistico deve essere calcolato interamente seguendo il sistema contributivo (sulla base dei contributi versati).

Intanto, giorno 3 febbraio 2015, il Governo dovrà rispondere alla richiesta collettiva avanzata dalle lavoratrici per quanto riguarda la possibilità di prepensionamento optando per il metodo contributivo. Stando alle ultime voci arrivate dal Governo, potrebbe arrivare un nuovo emendamento da inserire al decreto Milleproroghe riguardante il pensionamento dei tanti appartenenti alla categoria dei Quota 96 del comparto scuola.

Secondo quanto affermato dal quotidiano "Urban Post", il nuovo provvedimento del Governo potrebbe riguardare anche il prolungamento dell'uscita dal lavoro adottando il sistema contributivo, fino al dicembre del 2016. Era già stata approvata nei mesi scorsi con una circolare dell'Inps, la proroga del pensionamento fino alla fine del 2015.

Si attende tuttora il parere dell'esecutivo che potrebbe prorogare il tutto per il biennio 2015/2016. Sembra una scelta molto favorevole visto che, dare il via alla proroga comporterebbe il risparmio di nuovi fondi per l'Istituto di Previdenza e non solo. Se il Governo deciderà di prorogare il sistema contributivo donna, infatti, verranno ridotti i tempi di pensionamento per le lavoratrici donne oltre ad avvantaggiare economicamente lo Stato. Si pensa, inoltre, di estendere il sistema contributivo anche per i lavoratori di sesso maschile. Intanto il senatore di Sel, Marisa Necchi, ha richiesto un incontro ufficiale con Boeri per una maggiore discussione sull'argomento.