Le ultime novità di oggi 5 marzo sul tema della Pensione Anticipata 2015 non possono evitare di considerare le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal ministro del Welfare Poletti e dal nuovo presidente dell'INPS Tito Boeri. L'esponente del Governo Renzi ha confermato che c'è l'esigenza di modificare la Legge Fornero per avere un sistema più flessibile in uscita dal mondo del Lavoro. Il lato negativo è che i tempi non sembrano esser così rapidi, tanto che Poletti ha parlato di misure da inserire all'interno della Legge di Stabilità 2016.

Intanto per quanto riguarda il prepensionamento dei lavoratori precoci, continua la battaglia dell'Onorevole Gnecchi per evitare discriminazioni a coloro che sono andati in pensione nel 2014 con penalità e che non si vedranno depenalizzato l'assegno pensionistico.

Pensione Anticipata 2015, ultime novità oggi: Poletti conferma la riforma, Boeri pensa al prepensionamento con metodo contributivo

Tra le novità di oggi sulla Pensione Anticipata 2015, sembra ormai arrivato ufficialmente l'ok da parte del Governo Renzi, con il ministro del Lavoro Poletti che ha dato il suo ok.

Restano da definire i tempi della manovra, l'iter sembra pronto a partire, ma si prospetta al momento molto lungo. Anche il presidente dell'INPS Boeri è intervenuto sulla riforma, confermando la sua idea per "configurare di un sistema maggiormente flessibile'. La manovra potrebbe portare ad un ammorbidimento dei requisiti per il prepensionamento, cosa che aiuterebbe anche i tanti lavoratori precoci che ancora attendono di poter andare in pensione, e che non possono soddisfare i requisiti richiesti dalla Legge Fornero avendo iniziato a lavorare in giovane età.

Lavoratori Precoci: pensione anticipata 2015 senza penalizzazioni, ma resta la beffa per gli assegni pre gennaio 2015.

Oltre ai lavoratori precoci che devono ancora andare in pensione, è scattata la beffa anche per quelli che sono usciti dal mondo del lavoro entro dicembre 2014. Per loro infatti la pensione è arrivata con una penalizzazione sull'assegno (anche del 6%), e l'importo non sarà più depenalizzato, a differenza di chi è andato in pensione dal 1 gennaio 2015 che grazie alla legge di stabilità percepirà l'assegno intero.

La discriminazione è evidente, come dice anche l'on Maria Luisa Gnecchi: "La disparità di trattamento è evidente e il rischio è quello di attivare nuovi contenziosi. Cosa succederà? Cliccate segui per esser aggiornati in futuro e dite la vostra nei commenti qui sotto!

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