Con la discesa in campo di Landini e l'elezione di Tito Boeri all'Inps, il tema della riforma pensioni per il 2015 torna ad essere centrale nel governo Renzi. Le ultime news riportano alcune dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che sembra sconfessare alcune proposte di Tito Boeri, affermando che rischiano soltanto di creare confusione e malcontento generalizzato, mentre giungono anche le parole di Cesare Damiano, rappresentante della minoranza dem, che attacca Landini e il suo progetto, affermando che difficilmente potrà esservi convergenza da parte di alcune aree del PD.

Riforma pensioni, governo Renzi: gli errori di Tito Boeri secondo Poletti, news 30-03

Sul tema della riforma Pensioni, che il governo Renzi sembra essersi impegnato a valutare e a discutere entro la fine del 2015, è intervenuto negli ultimi giorni Tito Boeri, rilanciando non soltanto il tema classico della "flessibilità" in uscita, ma anche proponendo un ricalcolo degli assegni già maturati tramite l'utilizzazione soltanto del sistema contributivo, da questa politica di "tagli" si potrebbero trovare le risorse per la razionalizzazione del sistema e per un'eventuale riforma del sistema previdenziale.

Su quest'insieme di proposte è intervenuto il ministro del Lavoro Poletti che ha ribadito come sia in atto un lavoro preliminare di studio della questione, lavoro che proseguirà fino a giugno, e che al centro delle discussione ha soprattutto la situazione di chi ha tra i 55 e i 65 anni ed è fuori dal mercato del lavoro senza la possibilità di accedere alla pensione.

Parte, poi, l'attacco alla proposta di Boeri di intervenire sugli assegni già in essere: in primo luogo, spiega Poletti, gli assegni più alti già subiscono un meccanismo di contributo di solidarietà, in secondo luogo sarebbe un'operazione non soltanto complessa dal punto di vista amministrativo, ma che rischierebbe di creare confusione nei cittadini e grande malcontento.

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Pensioni Matteo Renzi

Riforma pensioni, governo Renzi: Damiano si smarca da Landini, news 30-03

Sempre sul fronte delle proposte per una riforma pensioni per il 2015, è intervenuto Landini durante la manifestazione di sabato, ribadendo la necessità di una giustizia sociale che preveda una trasformazione non soltanto delle regole del mercato del lavoro, ma anche dell'intera macchina previdenziale. Sulla questione, è intervenuto Cesare Damiano, rappresentante della minoranza dem e uno dei più agguerriti nel mettere pressione al governo Renzi in vista di una riforma delle pensioni, il quale, però, ha attaccato frontalmente il progetto di Landini, ritenendolo insufficiente e con una base troppo poco condivisa.

La riflessione di Damiano verte sul presupposto che il progetto di Landini raccoglie elementi della società civile troppo disomogenei: la strada da percorrere è quella delle riforme e il compito di chi fa realmente politica è quello di discutere nei luoghi competenti, le Commissioni e il Parlamento in generale, dove è possibile mettere pressione al governo. Certo, sul Jobs Act il fallimento della sinistra del PD è stato forte, ma Cesare Damiano ribadisce il suo disinteresse per la nuova coalizione Landini nonostante le convergenze su una serie di temi, come quello previdenziale.

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