Il tema della pensione anticipata è sempre al centro del dibattito sulla riforma pensioni 2015. Abbiamo detto nei giorni scorsi dell’ascesa della proposta sui pensionamenti flessibili di Cesare Damiano: prepensionamento a 62 anni con 35 di contributi, questa la soluzione indicata dall’esponente PD per i lavoratori precoci che attendono un aiuto per poter lasciare il lavoro e far posto ai giovani. Ancora aperta, poi, la questione che riguarda gli esodati: domani i comitati saranno in piazza a Roma, prima davanti alla sede dell’Inps e poi davanti alle redazioni dei principali quotidiani nazionali.

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Ultime pensione anticipata a 62 anni: novità sul ddl Damiano, asse PD-Lega Nord?

Lega Nord e PD potrebbero trovare un’intesa sulla proposta che da tempo giace in Commissione Lavoro alla Camera: sarà l’approssimarsi della scadenza elettorale o forse sarà che finalmente ci si sta rendendo conto della necessità di intervenire sul tema. Matteo Salvini ha aperto alla soluzione, dichiarando che è colpa di Renzi se non se ne è ancora fatto nulla.

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L’unico nodo da sciogliere, laddove fosse seriamente presa in considerazione l’idea, è quello relativo all’entità dei tagli. Nella proposta originaria essi ammontano all’8% e tendono a calare fino al 66esimo anno di età: da questo momento in poi, infatti, si azzerano e il pensionato gode dell’assegno completo. Ci sono le risorse per fare tutto questo? Qui si gioca la partita del prepensionamento dei lavoratori precoci: maggiore sarà la volontà politica di intervenire, maggiori saranno le possibilità di archiviare il discorso sulla pensione anticipata, restituendo equità e giustizia sociale a coloro che sono stati penalizzati dalla Fornero.

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Pensioni

Novità pensioni, ultimissime ad oggi 27 maggio 2015: domani esodati in piazza

Restano almeno 49 mila 500 esodati ancora non salvaguardati: questa la denuncia dei comitati degli esodati che domani saranno in piazza a Roma per chiedere la soluzione di una vicenda che li vede da anni in difficoltà e spesso privi di tutela. La protesta arriva a causa del blocco dell’iter parlamentare del ddl sulla settima salvaguardia: secondo i rappresentanti dei lavoratori, la calendarizzazione non è ancora arrivata a causa dell’INPS che è in ritardo nel quantificare tecnicamente i risparmi delle ultime salvaguardie.

Il corteo, quindi, punterà a sollecitare l’attenzione su una categoria nata tristemente dalla riforma Pensioni del governo Monti.

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