Diverse personalità politiche si apprestano, in questi giorni, a definire i piani di intervento per riformare il nostro sistema previdenziale. Il presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), Tito Boeri, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e il commissario per la spending review, Gutgeld, sono sostenuti dal presidente del Consiglio allo scopo di determinare in maniera concreta la prossime mosse in materia di riforma pensionistica.

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E' abbastanza chiaro che il governo ha intenzione di intervenire sulla legge Fornero rendendola più flessibile, così come evidenziato dal sito pensionioggi.it, in modo da abbassare l'età pensionabile per favorire il ricambio generazionale. Mentre il ministro Poletti e il presidente Boeri stanno pensando ad una proposta unica da presentare a giugno, Renzi e Gutgeld pensano a piani di intervento negativi.

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Gutgeld sta definendo alcuni tagli che dovrebbero interessare ben 52 agevolazioni

Il commissario Gutgeld sta definendo alcuni tagli che dovrebbero toccare 52 agevolazioni al momento in vigore, come ad esempio quelle sulle  spese sanitarie e sui bonus dell'edilizia che permetterebbero un risparmio consistente di miliardi di euro, oltre alle intenzioni del premier di intervenire sulle baby Pensioni, su quelle di reversibilità e di invalidità.

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Pensioni

La parola d'ordine diffusa nelle stanze di Palazzo Chigi, in questi giorni, è 'recuperare soldi'. Su questa lunghezza d'onda c'è anche Tito Boeri, il quale ha ideato una proposta sul ricalcolo contributivo che dovrebbe essere una sorta di contributo di solidarietà da applicare alle pensioni più alte.

Diverse proposte di pensionamento anticipato sul tavolo del premier Renzi

Ora, bisognerà capire quali saranno gli orientamenti reali dell'Esecutivo tra le varie proposte giunte sul tavolo del premier Renzi: il sistema Quota 100, cioè la somma tra età anagrafica e anni di contribuzione; prestito pensionistico, ossia un anticipo da parte dello Stato per quei lavoratori prossimi alla pensione, i quali saranno tenuti a restituire il denaro, a piccole rate, al raggiungimento dei requisiti previsti; abbassamento dell'età pensionabile con penalizzazioni che potrebbero raggiungere l'8 percento.

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