E’ tornato a parlare della pensione anticipata a 62 anni il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano. Il deputato del Partito Democratico, in una nota, ha attaccato le posizioni dell’Inps sul prepensionamento dei lavoratori precoci, sottolineando che non è possibile ridurre alla povertà le persone con la motivazione che la c.d. quota 97 dei pensionamenti flessibili costa troppo. “Il dialogo con il Governo – scrive l’ex ministro del Lavoro – continuerà a luglio” e dovrebbe concludersi con i provvedimenti annunciati dall’esecutivo per la Legge di Stabilità 2016.

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Ultimissime pensione anticipata, scontro frontale Damiano-INPS sui precoci?

Il tema è sempre al centro del dibattito sulla riforma pensioni: come agevolare i lavoratori precoci e far posto ai giovani? E’ divenuto un mantra che, dopo mesi di discussioni, pareva aver messo tutti d’accordo sui pensionamenti flessibili. L’intervento “a gamba tesa” di una settimana fa di Tito Boeri ha rimescolato le carte, dando voce nuovamente a quelli che si sono sempre espressi contro il prepensionamento a 62 anni con penalizzazioni decrescenti.

“Con la flessibilità – afferma Damiano – si aiutano i giovani ad entrare nel mondo del lavoro”. I tempi sono quelli che sono per la nostra economia e per il deputato Dem oltre “alla fredda aridità dei conti ogni tanto servirebbe qualche scelta politica, sociale e lungimirante”.

Si profila, dunque, un muro contro muro tra l’INPS e la Sinistra del PD: l’Istituto di Previdenza, infatti, ha innalzato le barricate sui costi, giudicati eccessivi per la pensione anticipata a 62 anni. Occorrono più di 8 miliardi secondo Boeri e, a suo avviso, l’Italia in questo momento non può permetterselo.

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Le uniche aperture le ha fatte nel senso della proroga dell’opzione donna, il regime contributivo che consente alle signore di lasciare il lavoro a 57 anni e 3 mesi “in cambio” di una decurtazione dell’assegno. Boeri vorrebbe estendere questo principio a tutti, corredato dal reddito minimo (eventuale) per gli over 55 ed altre misure sugli ammortizzatori sociali. E’ iniziato un braccio di ferro che, con ogni probabilità, andrà avanti a lungo.