Nel prossimo anno ci potrebbero essere grandi novità interne alla Legge di Stabilità, queste dovrebbero smuovere le acque anche all'interno del sistema previdenziale italiano, la riforma pensioni coinvolgerà diversi aspetti capovolgendo a 360 gradi quello che è il sistema pensionistico del nostro paese, ma al momento tutto questo rimane solo un'ipotesi. Il quadro generale al momento non è certo lusinghiero, ma dobbiamo dire che le soluzioni proposte non sembrano cattive, c'è sempre però da vedere quale sia il gap tra l'idea e la pratica, solitamente il vero grande problema del nostro paese è che vanta effettivamente un sistema giuridico di prim'ordine, ma che spesso è incapace di essere messo a segno per colpa di un apparato burocratico kafkiano che vanifica ogni sforzo proferito in fase legislativa.

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Andare in pensione a 62 anni, part time degli anziani da affiancare ai giovani lavoratori, risoluzione dei quota 100, sono queste alcune delle proposte che Tito Boeri, presidente Inps, ha a cuore.

Ultime notizie sulla Riforma Pensioni: aggiornamento all'11 giugno

Ovviamente, però le proposte non sono ancora finite, l'ultima ci giunge da Massimiliano Fedriga della Lega Nord il quale chiede a gran voce di allungare la sperimentazione di Opzione Donna fino al 2018.

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Non è tutto, Tito Boeri, presidente Inps, invece propone un reddito di cittadinanza per gli over 55 che si sono trovati senza lavoro. Il succitato presidente è sicuramente uno dei più prolifici in questo periodo in riguardo alle soluzioni da proporre al governo Renzi, intervenendo anche sulle proposte di Cesare Damiano ed entrando quindi nel cuore del discorso in merito alla riforma delle Pensioni. Il rischio, a quanto pare, è quello di andare incontro ad una nuova bocciatura ed anche per quest'anno l'impressione è che la legge Fornero non verrà intaccata.

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Secondo Boeri la soluzione sarebbe istituire un contributo di solidarietà sugli assegni previdenziali.

Sulle pagine de Il Sussidiario Luca Spataro, professore di Economia Politica all'università di Pisa, si dice titubante su alcune delle proposte di Boeri e sulle intromissioni in generale dello stato nel determinare offerta e domanda di lavoro, equilibrio secondo Spataro che va trovato unicamente dalle parti chiamate in causa. E' invece assolutamente favorevole sul ritocco delle pensioni contributive.

"E' già accaduto nel 1992-ricorda il professore-eliminare quel 15-20% in più di pensione derivante dal retributivo permetterebbe non solo di fare ciò che vuole Boeri, ma anche di trovare fondi per lo sviluppo e l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro".

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