I sei decreti attuativi del Jobs Act renziano sono pronti per entrare in azione: sono previsti interventi a sostegno della maternità, l'introduzione di un'Agenzia unica per le attività ispettive sul lavoro, controlli a distanza attraverso gli strumenti di lavoro e l'estensione del sostegno al reddito per tutte quelle aziende (con oltre 5 dipendenti) che risultano escluse dagli ammortizzatori ordinari.

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Vogliamo, però, concentrare la nostra attenzione su un decreto che interessa sia il mondo della Scuola che quello del lavoro. Nascerà, infatti, in Italia, il contratto di apprendistato scolastico, sulla scia del modello duale tedesco: il governo ha deciso di andare avanti con la sperimentazione introdotta dall'ex ministro Carrozza, rafforzando l'apprendistato duale che riguarderà gli studenti delle scuole superiori (licei inclusi) a partire dai quindici anni (finora si cominciava a diciassette).

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La durata sarà fino a quattro anni (contro i tre odierni). 

Apprendistato scolastico: uno dei sei decreti attuativi del Jobs Act

Come viene riportato sul numero odierno de 'IlSole24Ore', si darà il via ad una nuova 'tipologia scolastica': si tratta dell'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore. 

A questo proposito, il responsabile economico del Partito Democratico, Filippo Taddei, ha precisato che, con il nuovo contratto di apprendistato, si intende potenziare non solo la formazione ma anche e soprattutto l'intelligenza nel lavoro e al lavoro.

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Con il nuovo apprendistato, le aziende non pagheranno le ore di formazione in aula, mentre quelle cosiddette 'On the jobs', verranno retribuite al dieci per cento. 

C'è da chiedersi se provvedimenti come questi si dimostreranno davvero utili ai giovani che vivono in un Paese dove la disoccupazione ha raggiunto livelli record: l'auspicio è quello che la nuova normativa possa servire davvero alla crescita professionale, oltre che didattica, degli studenti e che non rappresenti solo un vantaggio 'fiscale' per le aziende che collaboreranno con le istituzioni scolastiche.

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