Aspettando l'ormai inevitabile voto di fiducia al governo e l'approvazione della riforma della scuola in Senato, cerchiamo di fare chiarezza sul capitolo riguardante le assunzioni, in quanto il maxiemendamento presentato dal governo ha apportato alcune importanti novità. 

Il piano assunzioni della riforma dovrebbe, infatti, avvenire in due fasi: la fase 'uno' prevede la stabilizzazione di 45mila docenti che otterranno il passaggio a ruolo all'inizio del prossimo anno scolastico; la fase 'due' riguarda i restanti 55mila, la cui sorte potrebbe essere più incerta. Vediamo perchè.

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News 25/6, riforma scuola e assunzioni: chi verrà assunto per primo e i criteri adottati

I 'privilegiati' per l'assunzione saranno i vincitori e gli idonei del concorso 2012: questi professori avranno la priorità rispetto ai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Si andranno a coprire, pertanto, i posti riguardanti il turnover e i posti vacanti.

Per quanto riguarda, invece, l'immissione a ruolo dei restanti 55mila precari, questa dovrebbe avvenire attraverso un doppio 'step': prima la nomina giuridica, poi l'assunzione vera e propria, legittimata con il contratto economico e l'effettiva presa di servizio presso la sede designata.

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Nel caso in cui, un docente avesse ottenuto una supplenza, l'immissione in ruolo verrà posticipata a luglio o a settembre 2016, a seconda della tipologia di incarico precedentemente assegnato.

Scuola, assunzioni anno scolastico 2015/2016: come procederà il Miur?

Quali saranno le operazioni effettuate dal Ministero dell'Istruzione? Subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge, verrà avviata la procedura per le assunzioni.

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Tutti i precari che rimarranno esclusi dalla prima fase di immissione in ruolo, confluiranno in una graduatoria nazionale, dalla quale verranno 'pescati' gradualmente quei docenti che serviranno a coprire i posti di potenziamento secondo quanto stabilito dalla tabella allegata al maxiemendamento. Gli Uffici scolastici regionali si occuperanno di destinare gli insegnanti nelle singole scuole, a seconda dei fabbisogni precedentemente richiesti.

I presidi, a quel punto, si incaricheranno di destinare i neoassunti a supplenze brevi, corsi pomeridiani e altre attività didattiche: non avremo ancora, quindi, la chiamata diretta vera e propria che, invece, dovrebbe partire ufficialmente con l'anno scolastico 2016/2017, a seconda di quanto contenuto nei piani per l'offerta formativa (Pof).

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