Nonostante la prima bocciatura sulla costituzionalità della riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini, il processo parlamentare prosegue e da lunedì si inizierà a votare. Le ultime notizie raccontano due scenari di protesta: da un lato c'è lo sciopero degli scrutini, la cui partecipazione è stata del 90% su scala nazionale, ma anche del 100% su scala locale - la conseguenza è stata una vera e propria guerra tra presidi e docenti; dall'altro è partita la chiamata da parte dell'UNICOBAS per una mobilitazione di tre giorni, da lunedì 15 giugno a mercoledì 17 giugno, per bloccare l'iter di approvazione della "Buona Scuola" di Renzi.

Dopo lo sciopero del 5 maggio che ha visto la partecipazione dell'80% del personale scolastico, è giunto ora lo sciopero degli scrutini: per il mondo della scuola, non potrebbe esserci un segnale più chiaro di come la riforma della scuola sia stata accolta da chi la scuola la deve far funzionare giorno dopo giorno.

Modalità della mobilitazione contro la riforma scuola 2015

L'UNICOBAS ha lanciato una mobilitazione contro la riforma scuola di Renzi-Giannini per le giornate di lunedì 15, martedì 16 e mercoledì 17 giugno: si tratta di bloccare il processo di analisi e votazione degli emendamenti al ddl di riforma.

L'appuntamento è in piazza delle Cinque Lune a Roma, dalle ore 14 alle ore 19. L'idea di fondo è di manifestare per dimostrare l'incostituzionalità del provvedimento su vari punti: in primo luogo la disparità di trattamento che avrebbero i docenti rispetto agli altri impiegati della PA riguardo la mobilità; in secondo luogo il ddl conterrebbe istituti economici e normativi che rappresentano forti limitazioni alla libertà d'insegnamento; terzo punto, la questione del Comitato di Valutazione con la presenza impropria da parte di personale non qualificato (alunni e genitori); quarto punto, l'assenza di una qualsiasi forma di bilanciamento di poteri tra dirigenti scolastici e docenti. Ad essere invitato ai sit-in è tutto il mondo della scuola, per dare l'ultimo grande segnale al governo Renzi.

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Scuola

Scontro presidi-docenti: ultime news riforma scuola 2015 Renzi-Giannini

Il sindacato UNICOBAS sottolinea soprattutto la disparità eccessiva di potere tra preside e docente, che la riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini renderebbe ancora più forte. Un caso da segnalare è quello di alcuni scontri avvenuti tra docenti e dirigenti in occasione dello sciopero degli scrutini: il preside di un Liceo a San Donà di Piave ha deciso di portare un esposto alla Procura della Repubblica con una denuncia contro un docente, reo di aver partecipato allo sciopero degli scrutini, ritenuto dal dirigente i questione illegittimo.

La notizia arriva dalla FLCCGIL di Venezia. I sindacati sottolineano come, con un preside con vasti poteri anche su premialità e penalizzazioni, si andrebbe verso un sistema che vedrebbe il dirigente scolastico padrone assoluto della scuola e del destino di carriera dei docenti.

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