Un nuovo software che riproduce in sequenza, sul volto di un Avatar in 3D, le diverse espressioni del viso come la gioia, la rabbia o la sorpresa. E' un progetto tutto nuovo, che porta la firma di tre ragazzi, tutti diplomati, che hanno in comune la sindrome di Asperger, nota anche con il nome di autismo ad alto funzionamento.

Massimo, Stefano e Federico vivono in Abruzzo e sotto la guida del team di Neuroscienze dell'Università dell'Aquila, coordinato da Monica Mazza e del Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Marco Valenti, sono riusciti nell'impresa di elaborare un software che si prefigge l'obiettivo di aiutare tutte quei ragazzi afflitti dai loro stessi problemi.

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Il programma messo a punto dai tre ragazzi si basa su una semplice ma geniale intuizione: l'avatar riprodotto sullo schermo aiuterà chi soffre di autismo ad imparare a leggere i volti e i sentimenti delle persone, così da riuscire, con il tempo, a superare queste paure. 

Autismo a scuola: un software che potrà aiutare gli insegnanti?

Si tratta di una 'bella invenzione', ci piace chiamarla così, che aiuterà non poco anche il lavoro degli insegnanti che, sempre più spesso purtroppo, si trovano a dover superare queste problematiche, con bambini e con studenti che vedono le relazioni sociali come un pericoloso nemico da cui difendersi costantemente.

Secondo le statistiche, negli anni ottanta si potevano contare da 3 a 5 casi su 10.000: oggi, invece, si può tranquillamente affermare che un bambino su 150 circa sviluppa dei sintomi che possono essere considerati di origine autistica, se si considera anche la molteplicità delle loro cause (genetiche, allergiche, infettive, tossiche, neurologiche etc...).

Software per aiutare i ragazzi autistici: progetto in fase sperimentale

Il progetto di Massimo, Federico e Stefano è il primo in assoluto realizzato nel nostro Paese ed è addirittura tra i primi a livello europeo: un motivo di orgoglio in più per questi ragazzi che hanno trovato la forza di uscire dal loro guscio, confrontandosi, discutendo e soprattutto capitalizzando al massimo le loro conoscenze informatiche per realizzare un software dal potenziale straordinario.

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Il programma è ancora in via di sperimentazione ed è stato presentato nei giorni scorsi all'Aquila in occasione di un convegno sull'autismo, a cui hanno preso parte medici ed esperti internazionali.