L'approvazione del Dl Pensioni alla Camera dei Deputati rappresenta "un precedente pericolo per la certezza del diritto in Italia: è infatti la prima volta che dinanzi ad una precisa sentenza della Corte Costituzionale, il Governo decide di eseguirla in modo tale che solo il 20% circa degli aventi diritto godrà dei benefici della decisione". Sono le parole pronunciate dal sindacalista Francesco Paolo Capone, appartenente all'Unione generale del lavoro (Ugl), in merito alle ultime vicende riguardanti il provvedimento sulla previdenza attualmente in discussione presso il Parlamento.

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La questione resta spinosa, perché i rappresentanti delle parti sociali ritengono troppo restrittiva l'interpretazione data dal Governo Renzi alla sentenza numero 70/2015 della Consulta, con la quale si è decretata l'incostituzionalità del taglio agli adeguamenti delle pensioni all'inflazione sopra la soglia costituita da un importo che supera di tre volte la minima.

Passaggio al Senato cruciale per modificare il testo, prosegue il pressing dei sindacati sul Dl pensioni

D'altra parte, prosegue da settimane il pressing dei sindacati sull'esecutivo per arrivare ad una modifica delle attuali ipotesi di restituzione delle trattenute, considerate troppo basse rispetto alle reali esigenze dei destinatari.

Cgil ,Cisl e Uil insistono con una nota unitaria nel "chiedere che nell'iter di conversione in legge del decreto sulle pensioni, il Parlamento apporti modifiche significative al testo [...] così da evitare che il danno prodotto dal blocco della rivalutazione diventi permanente". La Uil sottolinea anche che "le somme restituite sono irrisorie e insufficienti a salvaguardare il reale potere di acquisto delle pensioni", sottolineando così come "l'intervento proposto dal Governo sia inadeguato rispetto a ciò che sarebbe spettato ai pensionati con una piena applicazione della sentenza". 

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Stante la situazione, se il Dl pensioni dovesse essere confermato in Senato così com'è stato già approvato presso la Camera dei Deputati, l'importo della rivalutazione per il biennio 2012 - 2013 sarà pieno solo pero coloro che superano di poco la minima sociale moltiplicata per tre volte.

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Le pensioni che sono caratterizzate da un moltiplicatore a quattro volte percepiranno un rimborso delle trattenute al 40%, mentre lo stesso importo sarà al 20% per la fascia da 4 a 5 volte la minima. Chi supera questo livello riceverà una rivalutazione massima del 10%, mentre a sei volte la minima l'importo è destinato ad azzerarsi.

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