Per ovviare alle criticità derivanti dalla Legge Fornero, sono stati depositati alla Camera tre distinti disegni di legge sulla settima salvaguardia, che inizieranno a essere discussi dall'assemblea a partire da giovedì 30 luglio. Alle disposizioni contenute nei decreti legge presentati in Parlamento, a tutela di tutte quelle persone che hanno perso il lavoro entro il 2011, i cosiddetti esodati, sono state aggiunte misure per la definitiva soluzione dei lavoratori della scuola quota 96, l'adeguamento dei requisiti per accedere alla pensione da parte dei macchinisti ferrovieri e l'abolizione delle penalizzazioni sugli assegni in liquidazione entro il 2015.

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Ad oggi, i lavori parlamentari sulla settima salvaguardia erano fermi da diversi mesi a causa del mancato inoltro, da parte dell'Inps, della relazione sui risparmi conseguiti con le sei precedenti salvaguardie, tanto da indurre i sindacati a una manifestazione di protesta che è andata in scena martedì 21 luglio, con il corteo dei manifestanti, che partito da piazza Montecitorio, è proseguito fino a giungere difronte alla sede del Ministero del Lavoro.

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Gli interventi proposti dal Partito Democratico

Il primo provvedimento è stato proposto dal Partito Democratico (DDL 2958), che chiede di poter posticipare le tutele previste dalla sesta salvaguardia fino al 6 gennaio 2017. Inoltre, i democratici chiedono l'inclusione nella salvaguardia di altre classi specifiche di lavoratori a oggi rimaste escluse dai benefici: i lavoratori che sono destinatari del trattamento speciale edile, i titolari d'indennità di mobilità ordinaria che hanno cessato il servizio dopo il 30 settembre 2012 e per finire, tutti quei lavoratori che a causa della chiusura per fallimento delle imprese dove prestavano servizio, non hanno potuto usufruire della mobilità.

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Le richieste della Lega nord

Con la presentazione di due decreti legge (DDL 3002 e DDL 2541), la Lega Nord chiede che sia garantita una tutela più ampia rispetto a quanto proposto dai democratici, con l'esclusione di ogni vincolo temporale per l'accesso alla salvaguardia in questione, per la quale vige l'obbligo di utilizzare tutte le risorse che sono state messe a disposizione nel Fondo Esodati.

Inoltre, i leghisti includono nelle loro proposte anche alcune categorie di lavoratori rimaste escluse dalle proposte del Partito democratico contenute nel DDL Gnecchi-Damiano, come l'estensione dei benefici della settima salvaguardia ai lavoratori che entro il 31 dicembre hanno accumulato il versamento di 15 anni di contributi previdenziali, i cosiddetti quindicenni. Inoltre, chiedono anche l'estensione del diritto di poter accedere alla pensione al complimento dei 64 anni di età ai lavoratori del settore pubblico, a oggi concesso solo ai lavoratori dipendenti privati.

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Infine, le richieste della Lega Nord includono anche la proposta di abolizione della norma sulla speranza di vita e la finestra mobile contenute nell'opzione donna.

L'iter parlamentare per la discussione dei provvedimenti

Sperando che non intervengano nuovi ostacoli o contrattempi, la discussione parlamentare dei decreti legge sulla settima salvaguardia presentati dalla Lega Nord e dal Partito Democratico avrà inizio dal prossimo giovedì.

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L'obbiettivo dichiarato è quello di riuscire a farli arrivare in Aula prima dell'approvazione definitiva della legge di stabilità.

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