L'ultimo intervento di Cesare Damiano sulla materia della riforma pensioni 2015 del governo Renzi è stato particolarmente incisivo e approfondisce la questione previdenziale anche in connessione con quanto sta accadendo in Grecia con il memorandum dei creditori e il referendum "chiamato" dal leader di Syriza, Alexis Tsipras. Le ultime notizie rivelano infatti come da un lato il rappresentante della minoranza dem ritiene che entro settembre si debba trovare l'accordo su una delle due proposte (la Quota 100 o la Quota 97) sulla quale sta lavorando da mesi, dall'altro, però, intende risolvere anche le questioni connesse alla settima salvaguardia per gli esodati e alle forme di sostegno al reddito per gli ultra 55enni.

Sullo sfondo resta la questione contributivo: in settimana arriverà la proposta definitiva del bocconiano Tito Boeri, il quale ritiene che l'unica strada sostenibile per la riforma delle Pensioni nel 2015 sia il contributivo. Il governo Renzi, al momento, sembra attendere, ma l'Europa ha già fatto sapere che è quella la strada giusta. Anche in riferimento a questo, possono essere lette le parole di stima di Cesare Damiano nei confronti di Alexis Tsipras.

Damiano e governo Renzi: ultime news riforma pensioni 2015

Le ultime affermazioni di Cesare Damiano sul tema della riforma pensioni 2015 del governo Renzi non ha soltanto un valore "tecnico" ma "politico". Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera trova inaccettabile che l'Europa abbia rifiutato l'offerta di Alexis Tsipras di una riforma pensioni in Grecia che avrebbe innalzato l'età pensionabile a 67 anni ma con un processo lento e graduale che si sarebbe compiuto nel 2022.

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Pensioni

L'Europa, prosegue Damiano, pretende dalla Grecia una riforma del sistema previdenziale molto simile a quella italiana, che ha prodotto l'iniquo fenomeno sociale degli esodati e che ora deve essere corretta affinché le storture vengano raddrizzate. L'attacco, però, diventa pienamente politico quando sottolinea gli errori compiuti dall'Unione Europea quando impone agli stati membri politiche di tagli al Welfare State in vista di un rigore dei conti eccessivo e che non tiene in giusta misura i costi sociali e umani di riforme di questo genere.

Damiano auspica, comunque, che si trovi un accordo sulla Quota 97 o sulla Quota 100, fermo restando la possibilità per i precoci di uscire a qualsiasi età con 41 anni di contributi.

Le ultime notizie raccontano come il Presidente della Commissione Lavoro risponda anche a coloro che lo attaccano per i costi eccessivi, circa 8,5 miliardi di euro per la Quota 97 e circa 10 miliardi per la Quota 100, ricordando che i risparmi ottenuti con la riforma pensioni Fornero sono nell'ordine di alcune centinaia di miliardi e che, comunque, per salvaguardare la dignità sociale degli ultra 55enni, si dovrà comunque trovare forme di sostegno al reddito che un costo lo avranno e anche pesante.

L'avversario è sempre di più il contributivo di Boeri e la settimana si attende infuocata: l'8 luglio arriverà infatti il pacchetto di proposte dal neopresidente dell'Inps. La partita della riforma pensioni 2015 del governo Renzi si giocherà tra le proposte di Damiano e quelle di Boeri.

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