Sulla riforma Buona Scuola si è detto molto negli ultimi mesi: è stato criticato, per esempio, il rafforzamento del ruolo dei presidi e il sistema di valutazione degli insegnanti e si è puntato il dito sul fatto che il rinnovo del contratto dei docenti sia stato ancora una volta ignorato completamente.

C'è un aspetto che sta emergendo prepotentemente nelle ultime settimane, in corrispondenza con l'attuazione del piano assunzioni per l'a.s. 2015/2016: la nuova e probabilissima 'migrazione' dei precari del Sud verso le regioni del Nord.

Riforma scuola contro le donne del Sud: la denuncia della Gilda Unams-Insegnanti

Come ben sappiamo, il sesso femminile nella scuola è dominante su quello maschile, contrariamente a ciò che avviene in altre professioni ed a questo proposito, in una nota firmata da Raffaele Salomone Megna della Gilda Unams-Insegnanti, viene denunciato il tentativo discriminatorio della riforma Buona Scuola nei confronti delle donne-insegnanti del Sud.

Salomone Megna, quale uomo del Sud, sottolinea orgogliosamente il ruolo sociale importantissimo delle docenti che, oltre ad essere insegnanti, sono anche mogli, madri e compagne. Non solo. Visto che il meridione d'Italia è stato completamente dimenticato per quanto riguarda la realizzazione di strutture per persone anziane o disabili, queste donne non si tirano indietro nel badare ai propri familiari come la mamma o il papà, avanti nell'età.

Scuola e assunzioni: Salomone Megna 'Buona Scuola, esempio di misoginia'

E il governo che fa con la Buona Scuola? Costringerà queste donne a fare le valigie e ad abbandonare il loro ruolo sociale fondamentale per andarsene lontano, a centinaia di chilometri da casa.

Salomone Megna porta l'esempio di un'insegnante, Teresa, piazzata benissimo nella GaE di Benevento.

Il Miur, però, ha assegnato alla provincia un esiguo numero di posti così che Teresa, con 3 concorsi superati, 25 anni di servizio come precaria, master e titolo di sostegno, sarà costretta a partecipare alla 'lotteria' del piano straordinario delle assunzioni che assegnerà i posti tenendo conto del territorio nazionale e non più di quello locale.

Chissà cosa deciderà di fare Teresa quando le verrà chiesto se accettare o no una cattedra lontana da casa, chissà cosa decideranno centinaia e centinaia di donne-insegnanti del Sud: molte di loro, tra rabbia e lacrime, saranno costrette a rinunciare al ruolo proprio perchè le condizioni familiari impediranno loro di intraprendere quella strada.

Salomone Megna non risparmia le proprie accuse nei confronti di una legge votata da una 'schiera di politici corrotti' che non ha avuto il coraggio di dire no ad una riforma intrisa persino di misoginia.