La metà degli insegnanti che avrebbero dovuto presentare domanda di ammissione al concorso relativo alle fasi B e C di assunzione non si sono ancora iscritti ed alla scadenza del 14 agosto mancano poche ore. I dati forniti dal MIUR sono eloquenti, infatti sulle 70mila domande attese, per il momento ne sono arrivate solo 30mila. Per questa fase di assunzione, il Ministero deve coprire 55mila posti relativi all’allargamento del contingente degli insegnanti previsto, quello che deve consentire l’eliminazione delle cosiddette classi pollaio. In pratica servono insegnanti che permettano di avere classi con un numero di alunni giusto.

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Perché poche domande?

La possibilità che aderendo al piano di assunzioni si venga costretti forzatamente a traslocare in province lontane da quelle di residenza è stato un deterrente fondamentale per molti insegnanti che hanno evitato di presentare domanda. I precari della Scuola preferiscono restare precari piuttosto che vedersi scombussolare l’esistenza con trasferimenti complicati da una Regione all’altra e magari solo per un triennio.

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Infatti avendo dato la facoltà di chiamata diretta al preside, l’assegnazione della cattedra potrebbe durare solo tre anni ed in caso di valutazione negativa, l’insegnante potrebbe vedersi costretto a fare le valigie ed a cambiare di nuovo Regione.

Cosa comporta rinunciare alla domanda?

Secondo le notizie che arrivano dal Ministero, non presentare domanda potrebbe significare non lavorare più per molti anni.

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La verità però sta nel mezzo, infatti non è proprio così anche se onestamente dovrebbe essere più difficile lavorare. Le GAE, le famose graduatorie ad esaurimento, non verranno cancellate definitivamente e lo dice il MIUR. Coloro che non presenteranno domanda resteranno iscritti nelle graduatorie in attesa di posti da supplenti. Molti insegnanti preferirebbero la supplenza vicino casa piuttosto che il posto definitivo a 1.000 km di distanza. Le supplenze però dovrebbero essere richieste in numero minore rispetto agli altri anni se è vero che le assunzioni copriranno tutto il fabbisogno di docenti della scuola italiana.

Ma chi viene assunto inizierà subito a lavorare?

Altro nodo da risolvere è la data in cui, coloro che saranno assunti, prenderanno fisicamente il posto da insegnante. L’assunzione scatterà probabilmente da novembre 2015, ma sarà solo giuridicamente, cioè senza stipendio né lavoro. Infatti per quella data, ad anno scolastico già partito, tutte le cattedre dovrebbero essere già coperte dalle assunzioni delle prime due fasi e dalle supplenze. L’assunzione vera e propria, quella economica con l’erogazione dello stipendio, dovrebbe partire solo a settembre 2016.

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Considerazioni finali

Consigliare di fare domanda è impossibile, perché nonostante i chiarimenti del Ministero, molte cose non sono ancora chiare. Se dovessero servire 55mila nuovi insegnanti, e le domande presentate fossero (cosa probabile) in numero inferiore, come si copriranno gli altri posti? Inoltre, se le graduatorie resteranno valide per le future supplenze, non è detto che un soggetto che rinuncia alla domanda non possa trovare lavoro subito e nella Provincia in cui è iscritto.

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Comunque domani, con le domande ormai scadute e con il numero esatto di istanze presentate, si potrà stilare un bilancio preciso e sicuramente il MIUR interverrà con misure nuove per tamponare eventuali falle e per evitare il fallimento di tutto l’impianto della nuova normativa che tante polemiche sta scatenando.

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