"Condivido l'opinione di richiedere all'Europa margini aggiuntivi di flessibilità: se il deficit italiano è il più basso della zona euro, avvicinarsi al 3% non può costituire un problema" aveva spiegato nelle scorse settimane il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, anticipando quello che potrebbe essere uno dei temi politici più caldi non solo per il nuovo inizio dei lavori parlamentari di settembre, ma anche per tutto l'iter che deve portare all'approvazione della legge di stabilità 2016 entro la fine dell'anno.

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"Per quanto riguarda lo stato sociale, Renzi non dimentichi la sua promessa di introdurre un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico, a partire dai 62 anni: si tratta di un obiettivo che fa diminuire il numero dei nuovi poveri potenziali e può far aumentare (attraverso il turnover) l'occupazione dei più giovani". Ma proprio sul tema della flessibilità gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da discussioni molto accese, tanto da dividere in modo netto le opinioni all'interno dello stesso Partito democratico.

Pensioni anticipate per precoci ed esodati più vicine, ma resta da risolvere la questione delle penalità

Nonostante le buone intenzioni espresse dalla politica, purtroppo la situazione appare ancora oggi tutt'altro che definita. Mentre si avvicina l'avvio delle discussioni riguardanti al legge di stabilità, resta ancora irrisolto il nodo delle coperture necessarie per poter avviare la flessibilità nell'accesso all'Inps. La scelta definitiva del Governo dovrebbe ormai arrivare nelle prossime settimane, in concomitanza con la conclusione dell'istruttoria aperta dai tecnici e relativa alle proposte di flessibilità previdenziale giunte finora da, tecnici e parti sociali.

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La consapevolezza che un'apertura alle Pensioni anticipate per i lavoratori disagiati, come i precoci e gli esodati, sembra comunque essere stata ben compresa dal Ministro del lavoro Poletti, che ha confermato a più riprese l'intento di intervenire sul problema.

Poletti sulle pensioni: necessario trovare un equilibrio tra le varie esigenze

"È chiaro che avere innalzato seccamente l'età pensionabile ha inevitabilmente ridotto il turn over [...] adesso dobbiamo trovare un punto di equilibrio tra la legittima e giusta esigenza di avere flessibilità in uscita e le compatibilità economiche" ha affermato il Ministro del lavoro al Meeting Cl tenutosi in settimana a Rimini.

Intanto prosegue il dibattito anche su internet, all'interno dei gruppi aperti dai lavoratori in favore di una riforma della legge Fornero. Tra le misure di flessibilità che i lavoratori sembrano poter apprezzare maggiormente, restano in auge la quota 97 con penalità massima del 2% e l'uscita per i precoci con 41 anni di contribuzione senza altre penalità. La speranza di molti è che le valutazioni dei tecnici possano riuscire a trovare la quadra sulla base di questi parametri. Come da nostra prassi, restiamo a disposizione nel caso vogliate condividere la vostra opinione sulla vicenda con gli altri lettori.

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