Sarà meno "rigida" l'uscita dal lavoro e saranno più "flessibili" i prepensionamenti: la riforma Pensioni allo studio del Governo Renzi dovrebbe però arrivare in due tempi, comunque i primi interventi dovrebbero essere inseriti nella legge di Stabilità 2016 che si discuterà in Parlamento verso la fine di settembre. Nella prima fase si punterà intanto rendere più facile per le lavoratrici l'accesso alla pensione anticipata con la formula Opzione donne, che prevede in pratica il prepensionamento con il sistema di calcolo contributivo degli assegni previdenziali.

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Poi si cercherà di chiudere una volta per tutte la questione del pensionamento dei lavoratori esodati per i quali è in arrivo la settima misura di salvaguardia.

Pensioni, la riforma Renzi in due tempi: le prime misure in arrivo a settembre

Il secondo capitolo, che salvo ripensamenti del premier dovrebbe essere affrontato anche con la prossima manovra economica, è quello certamente più delicato perché il più costoso, cioè il capitolo con le nuove norme sulla flessibilità in uscita per la pensione anticipata che dovrebbero rendere meno rigide le regole per l'accesso al pensionamento previste dalla riforma pensioni Fornero del 2011.

Le prime misure, quelle sugli esodati e l'Opzione contributivo donna, sono già date per certe dopo l'intesa raggiunto in commissione Lavoro al Senato tra governo, ragioneria dello Stato e Inps; mentre in forse sembrano i provvedimenti per rendere più facili i prepensionamenti. I prossimo incontro è stato già fissato per il 9 di settembre è la partita dovrebbe essere chiusa con una conferenza di servizi che certifichi le risorse stanziate ma non ancora impegnate.

Esodati, Opzione donna, pensione anticipata per tutti: il punto della situazione

Mentre l'incerto quadro economico rende certamente meno facile il raggiungimento di un accordo sulle diverse forme di pensioni anticipate da poter inserire nella legge di Stabilità.

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Su questo fronte sono ancora diversi i nodi da sciogliere nel Pd di Matteo Renzi che sul Jobs act e la riforma della scuola ha già perso vari pezzi; resta sulle "barricate" la minoranza dem che una riforma pensioni che non guardi solo ai conti ma che punti a introdurre misure di giustizia sociale per i "bastonati" a vario titolo dalla legge Fornero. A "frenare" sulla proposta del presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, per la pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni decrescenti a partire dall'8% è il vice ministro dell'Economia Enrico Morando, che ha ribadito che in questo modo sarebbero troppo alti i costi per la nuova "staffetta generazionale" che dovrebbe mandare in pensione i sessantenni anche per fare spazio ai giovani nel mondo del lavoro.

Questo lo stato dell'arte sulla riforma pensioni il 15 agosto, a margine di una settimana in cui oltre alle rassicurazioni (o comunque alle promesse) del premier si sono aggiunte anche quelle del ministro dell'Economia e delle Finanza Pier Carlo Padoan.