Una giornata amara per molti docenti precari italiani appena si sono accorti della nuova notizia che circolava su Internet in merito alla apprezzabile proposta del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, noto esponente del Pd, per quanto riguarda la sua proposta di “welfare”. Il leader pugliese, infatti è stato il primo, per onore di cronaca, a contestare il famoso Ddl Scuola divenuta oggi Legge della Repubblica italiana. Molti docenti, appena svegli, hanno gridato subito allo scandalo: ma quali sconti e favoritismi! Insomma, gli insegnanti non hanno bisogno affatto dell’elemosina di un Governo insensibile alle nostre lunghe proteste.

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Invece dovrebbero pretendere tutti i diritti che gli sono stati loro negati in questi lunghi anni, a partire dal Governo Monti e del suo Ministro Fornero. Ecco la verità.

Tutti si ritrovano in questo slogan. I docenti italiani sono indignati e sconcertati da tutto questo blaterare, ma questa notizia dell’ultima ora, proprio non lo volevamo sentire. 'L’elemosina proprio no'. Purtroppo, gli insegnanti non sono dei lavoratori ordinari, dei metalmeccanici, con tutto il rispetto verso questa categoria lavorativa, sono anche e soprattutto INTELLETTUALI, si informano, riflettono, pensano e hanno il coraggio di parlare e protestare in ragione dei diritti loro negati.

Questa proposta di welfare proprio non garba loro, anzi, la respingono, repentinamente, al mittente con un grande ringraziamento.

I commenti sui social si inseguono tutti con la stessa atmosfera: 'proprio da Emiliano non ce l’aspettavamo, un bravo uomo che si è distinto per il suo atteggiamento anti-renziano sin dal primo giorno. Nonostante tutto, gli insegnanti sono riconoscenti verso lo stesso ma respingono, affettuosamente la proposta shock'.

Non vogliamo sconti e riduzioni di spesa, vogliamo solo degli stipendi dignitosi

Molti insegnanti si preoccupano che, se dovesse essere accolta questa eclatante proposta, significherebbe “mettersi al servizio” di Renzi, il quale sposerà questa causa come il matrimonio di un giovane disoccupato con una bella e ricca ereditiera.

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La preoccupazione maggiore? 'Dovremmo dirgli persino grazie'.

La vera strada dovrebbe essere, invece, una sola: aumentare immediatamente e senza compromessi gli iniqui stipendi di tutto il personale della scuola, adeguandoli ai corrispettivi emolumenti dei loro colleghi europei. Come? Secondo alcuni insegnanti – la soluzione è sotto gli occhi di tutti: invece di erogare la “paghetta” a migliaia di migranti (37 euro giornalieri a migrante) non sarebbe proprio il caso di dirottare le stesse somme negli stipendi dei docenti italiani?