La polemica che ha tenuto banco nelle scorse settimane e che ha fatto arrabbiare non pochi docenti precari pare essersi finalmente placata, come previsto dalla fase B del piano straordinario di assunzioni inserito nella Legge "La Buona Scuola", sono state assegnate le nuove cattedre proposte lo scorso due settembre a ben 8776 docenti, ai quali è stato proposto finalmente il sospirato contratto a tempo indeterminato. I destinatari di tale offerta avevano tempo fino allo scorso undici settembre per valutarla ed eventualmente accettarla, a dire sì sono stati in 8532, circa il 97%, mentre cinquantadue insegnanti hanno rinunciato, ben centonovantadue non hanno risposto risultando rinunciatari (in base alla legge 107).

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La polemica, innescata e sostenuta soprattutto dai docenti precari del Sud, riguardava principalmente le sedi di lavoro, la maggior parte a centinaia di chilometri dalla propria città di origine, dato che la maggior parte delle cattedre disponibili erano collocate al Nord. E se il ministro Stefania Giannini ha commentato il dato con soddisfazione e ribadendo che ‘il piano straordinario di assunzioni va avanti’, persiste il malcontento dei tanti precari da anni iscritti e paralizzati nel limbo delle graduatorie, in attesa di una sospirata supplenza che talvolta non arriva mai, a cominciare dai docenti collocati in III Fascia, i quali, in possesso del solo titolo di studio, aspettano con ansia e trepidazione un nuovo ciclo di TFA (Tirocinio Formativo Attivo).

Altro versante caldo proprio quello dell’iter per diventare insegnanti, molti docenti precari lamentano i costi elevati per accedere al TFA, i pochi posti a disposizione, le supplenze eventualmente perse per frequentare i corsi abilitanti, la frustrazione per un percorso così difficile e frastagliato. Ma gli insegnanti non sono i soli insoddisfatti per la nuova Riforma, sul piede di guerra anche i sindacati che hanno già annunciato manifestazioni in tutta Italia.

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Si preannuncia un autunno caldo, quindi, per la Scuola italiana.

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