Da quando è nata la NASPI, il nuovo sussidio di disoccupazione che ha sostituito la ASPI e la Mini ASPI, è stata accompagnata da molte polemiche soprattutto dai lavoratori del comparto turistico. Le regole di calcolo, i periodi presi in considerazione e gli importi evidentemente erogati, penalizzavano i lavoratori stagionali in maniera netta. La nascita di numerosi comitati, gruppi social ed altre forme di protesta hanno portato all’attenzione del Governo il problema. Un primo risultato è stato ottenuto, infatti da ieri è in vigore il decreto di riordino degli ammortizzatori sociali che salva la NASPI per gli stagionali almeno per quest’anno.

Penalizzati gli stagionali, perché?

Il problema per gli stagionali è relativo alle nuove modalità di calcolo della NASPI. Essa infatti viene calcolata tenendo conto degli ultimi 4 anni di lavoro dei possibili beneficiari. Per quanto concerne la durata, se immaginiamo un lavoratore che ha lavorato continuativamente per tutti gli ultimi 4 anni, questi potrà percepire la disoccupazione addirittura per 24 mesi, cioè la metà delle settimane lavorative nei 4 anni precedenti. Per gli stagionali è evidente che lavorando a periodi alterni, di norma 4 o 5 mesi all’anno, la metà delle settimane sarebbe pari a pochi mesi.

Se a questo si aggiunge il fatto che la Legge con cui è entrata in vigore la Naspi sottolineava che dal computo sarebbero stati tagliati fuori tutti i periodi già coperti in passato dalla ASPI, gli stagionali che hanno lavorato quest’anno da maggio a settembre avrebbero dovuto percepire solo 2 o al massimo 3 mesi di sussidio. Per l’importo da riscuotere invece, la NASPI si calcola sommando tutti gli stipendi ricevuti nei 4 anni precedenti dividendoli per le settimane effettivamente lavorate.

Il risultato altro non è che la media delle retribuzioni del quadriennio. Il disoccupato percepirà di Naspi il 75% di questa media moltiplicato 4,33 di coefficiente. L’importo ottenuto, che non può superare le 1.300 euro, è quello che sarà erogato dall’Inps per tutti i mesi che spettano. Prevista comunque la riduzione del 3% al mese a partire dal 4° mese di fruizione.

Come il Governo ha risolto questa anomalia

Abbiamo usato il condizionale (avrebbero) perché con un nuovo decreto, il Governo ha fatto marcia indietro ed ha liberato, quei periodi di ASPI già percepiti per il computo della attuale NASPI. Quindi per quest’anno gli stagionali avranno lo stesso trattamento degli altri lavoratori e la loro disoccupazione sarà come quella che hanno percepito prima. Purtroppo però, questo è un intervento straordinario, non strutturale.

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In altri termini, la bonifica di questo problema vale solo per quest’anno, molti stagionali l’anno prossimo si troveranno ad affrontare lo stesso tipo di problema. I sindacati dei lavoratori del turismo stanno provando in tutti i modi a persuadere i legislatori a rendere definitivo questo decreto anche per gli anni futuri, ma sta di fatto che la situazione non è per niente rosea per i 300mila lavoratori stagionali.

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