La rete dei comitati degli esodati manifesta il proprio disappunto con un vibrante e sonoro presidio davanti al Ministero dell'economia e finanza per contestare il blocco voluto dai super tecnici della Ragioneria dello Stato alla settima salvaguardia. Blocco che si è concretizzato con la scusante che i residui delle precedenti salvaguardie erano di “proprietà” della casse dello stato e che pertanto potevano essere destinate per altre finalità.

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Per questa categoria di lavoratori/non lavoratori è il secondo vergognoso smacco, dopo quello più eclatante quanto nefasto perpetrato nel dicembre 2011con la legge Fornero del governo del professor Mario Monti. Manovra che generò una nuova categoria sociale, con tutti i drammi ad essa collegati: gli “esodati”, appunto, ex lavoratori privi sia di un lavoro che di un vitalizio. I risparmi incamerati nelle “economie generali” dello Stato ammontano a circa 500milioni di euro che adesso il Mef vuole, con la forza del potere, utilizzare per finalità che nulla hanno a che vedere con il tentativo di sanare le ingiustizie subite da troppo tempo. 

I comitati chiedono i soldi “scippati” e sono pronti a battaglie legali

“Le risorse del fondo esodati non devono avere altre destinazioni se non il completamento delle salvaguardie”, gridano (gli ex) lavoratori sotto le finestre, ben serrate, del Ministero.

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Lo sancisce il comma 235 della legge 228/2012 lo hanno ribadito più volte e con più voci in questi tre anni esponenti politici di rilievo di tutti gli schieramenti politici. Il presidio odierno davanti al ministero, non è e non sarà l'unica manifestazione in programma. Difatti i comitati hanno chiamato a raccolta tutti gli esodati per una permanente mobilitazione con l'intento di far rimuovere l'ostacolo posto dalla Ragioneria ed il rispetto delle leggi che li vedono coinvolti. Per una rinnovata forte sensibilizzazione di tutte le forze politiche e sociali su tale tematica è stato programmato un nuovo presidio sempre davanti al ministero per il 15 settembre. Inoltre c'è già chi pensa di intraprendere iniziative legali, civili e penali, nazionali e comunitarie, a tutela dei danneggiati, contro questo vero e poprio esproprio illegale di fondi. 

Al loro fianco, pronto a dar battaglia, anche il presidente della commissione lavoro della Camera, il pieddino Cesare Damiano, e l’ex capogruppo dem Roberto Speranza.

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I quali così si sono espressi sulla vicenda "È inaccettabile. Ora si pone una questione politica che va risolta con il governo, altrimenti si apre una stagione di conflitto parlamentare". Ovviamente non mancano le critiche e le dure prese di posizione da parte dei partiti. M5S, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia accusano il governo di voler finanziare interventi previsti nella legge di stabilità.

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