Anticipare l'uscita rimane il principale obiettivo al fine di garantire un futuro pensionistico a centinaia di migliaia di lavoratori che nel 2012, anno in cui è entrata in vigore la Legge Fornero, hanno dovuto fare i conti con le norme che hanno favorito il cambiamento radicale del sistema previdenziale italiano.

Differenza in materia previdenziale tra uomini e donne

Come anticipato più volte, il tema della flessibilità in uscita verrà ripreso con la nuova Legge di Stabilità. Stando a quanto riportato dagli organi di stampa, il Presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri ha preferito dire la sua: "non bisogna ripristinare vecchi criteri pensionistici.

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Se si vuole introdurre maggiore flessibilità quanto al tempo di percezione della pensione dobbiamo porre requisiti di natura anagrafica e non contributiva: l'età deve essere un fattore che decide e non l'anzianità contributiva", ha confermato Boeri a margine dell'incontro tenutosi nei giorni scorsi tra le Commissioni Lavoro e Bilancio di Camera e Senato. Secondo lo stesso Boeri, infatti, se ai fini pensionistici si terrebbe conto dell'anzianità contributiva, gli uomini potrebbero trarre un ulteriore vantaggio.

È questo il motivo che spinge il Presidente Inps a considerare l'età anagrafica come fattore fondamentale. Durante l'audizione è stato rammentato che esiste una grande differenza tra i trattamenti pensionistici degli uomini e le Pensioni delle donne: nel 2014 le pensioni degli uomini sono state il 40% più alte delle pensioni percepite dalle donne.

Stop alle ricongiunzioni onerose

Nell'audizione, il Presidente Boeri ha ricordato anche che bisogna affrontare l'argomento riguardante lo stop delle ricongiunzioni onerose che permetterebbero ai lavoratori di riunire i contributi versati in diverse gestioni previdenziali con lo scopo di percepire un unica pensione.

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"È un sistema che impone costi elevati che impediscono di rimettere insieme carriere discontinue. L'augurio è che l'operazione venga fatta in sede di modifiche da apportare al nostro sistema previdenziale", conclude Boeri.