Il Ministro Giannini, a margine di un convegno tenutosi alla LUISS di Roma, si era dichiarata convinta che i genitori apprezzeranno la possibilità di scegliere la Scuola per i propri figli grazie alla novità della valutazione alla quale saranno chiamati a partecipare. Ma quanto successo in una scuola della capitale solo qualche giorno fa smentisce subito che funzioni, rinforzando la convinzione che questa sia solo una riforma nata nei salotti di chi non solo non ha mai lavorato in vita sua, ma non ha nemmeno messo mai piede in un istituto scolastico.

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Abbiamo sentito una mamma che ci riferisce come si fa la valutazione in un istituto romano. A sentirla parlare viene in mente quel famoso spot dell'Alpitour: valutazione fai da te? Ahiahiahiahi.

La testimonianza

Nella scuola del figlio il questionario di autovalutazione da parte di genitori e studenti si è svolto nel modo seguente: sono stati chiamati alcuni genitori e studenti a campione per classe, che si sono dovuti recare in segreteria; li il segretario seduto davanti al PC faceva le domande e scriveva le risposte.

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Quando uno dei genitori gli ha detto che non era il modo e che il questionario se lo compilava da solo, il povero segretario è rimasto imbarazzato perché le direttive ricevute non contemplavano questa opzione. Tuttavia non ha potuto opporsi. Saputa immediatamente la notizia della modalità di somministrazione del questionario, il Comitato dei genitori ha provveduto ad avvertire tutte le famiglie di procedere analogamente e di compilare autonomamente il questionario. Purtroppo è assolutamente probabile che la totalità dei ragazzi non abbia saputo opporsi, completando il questionario dettandolo.

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Valutazioni fasulle

La mamma in questione si chiede se possa avere un qualche valore un'autovalutazione di questo tipo. Lo sapremo presto perché la vicenda insieme ad altre avrà un seguito, come tiene a precisare in conclusione del racconto. E oltre a tutto bisogna fare attenzione anche a dare indicazioni più precise circa la scuola dove si è svolto il fatto perché i ragazzi sono soggetti a ritorsioni e pressioni odiose.

 I genitori non devono prendersela con gli insegnanti se nelle scuole le cose non funzionano. I guasti di questa riforma sono altrove.

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