Pare proprio che il dibattito sulla questione pensionistica abbia intrapreso un percorso per cui non c'è giorno in cui non vi sia uno stato di enorme vivacità dialettica. I temi che vengono sviluppati e che vivacizzano maggiormente il dibattito sono le due possibili soluzioni: uscita anticipata dal lavoro con penalizzazione e applicazione del sistema di calcolo contributivo, seguendo lo schema della proposta Boeri.

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Nel merito, il ministro Poletti, a margine di un convegno promosso da Confcooperative afferma di non essere in grado di fare anticipazioni perché “la materia è delicata” ed il governo non è ancora nelle condizioni di dare risposte certe né vuole generare illusioni. Per l'esecutivo sono prioritarie sia le scelte in campo previdenziale sia la tenuta dei conti pubblici per i quali siamo sempre sotto sorveglianza da parte dell'Europa.

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Ma non meno importanti, sempre secondo Poletti, sono le scelte che il governo andrà ad assumere in campo fiscale e sulla detassazione e le politiche per la lotta alla povertà. Spetterà al Consiglio dei ministri la responsabilità delle scelte e delle priorità condivise ed attuabili a breve. Già, ma quali sono le misure e le priorità per le quali in questo periodo il governo è accerchiato dalle forze politiche e sindacali?

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Pensioni Matteo Renzi

Quali le intenzioni del governo? Pensionamento a 62 anni con penalizzazione massima del 12%?

Pare proprio che l'esecutivo del premier Renzi stia ragionando sulla possibilità di un pensionamento anticipato con una soglia minima tra i 62 e i 63 anni, con almeno 35 o 30 anni di contributi, con penalizzazioni del 3­-4% fino a un massimo del 10­-12% per gli anni mancanti al raggiungimento della soglia di vecchiaia attualmente vigente dei 66 anni.  In tal modo, se dovesse passare tale proposta, verrebbe definitivamente accantonata l'ipotesi Damiano/Baretta del partito democratico che invece prevedeva una penalizzazione massima dell'8%.

Il dubbio che oggi permane e che da parte del governo non viene risolto, è se questo nuovo meccanismo sarà onnicomprensivo, come insiste la minoranza dem, oppure riservato solo alle donne  e ai lavoratori disoccupati sprovvisti di ammortizzatori sociali. E per i lavoratori precoci quali le novità ad oggi 23 settembre? Il governo, assicura Poletti, è al lavoro e alquanto presto avremo le decisioni.

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Decisioni delicate ma che certamente, prevediamo, non saranno prive di contestazioni e malumori.

Noi seguiremo come sempre lo sviluppo delle questioni e vi terremo aggiornati. Voi intanto cliccate su segui, posto in alto sopra al titolo.

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