Il Consiglio dei Ministri del Governo Renzi si riunirà giovedì prossimo, 15 ottobre, per approvare il disegno della Legge di Stabilità 2016. Varie le novità previste, molte dell’ultima ora, come gli 80 euro per il mezzo milione di minori che si trovano in situazione di difficoltà, il credito d’imposta assicurato a chi fa ricerca e sviluppo; m  in tema lavorativo, Renzi ridurrà a scalare gli sgravi sui contributi assicurati col contratto a tutele crescenti che passeranno dagli attuali 8 mila euro per tre anni, ai 4 mila euro per due anni nel 2016 ai 2 mila euro per un anno del 2017.

Pubblicità

Pensioni nella Legge di Stabilità 2016: sì a esodati e Opzione donna

Per quanto riguarda le pensioni, non ci saranno stravolgimenti ma una piccola sperimentazione sulla flessibilità con l'opzione di poter ridurre il proprio orario di lavoro negli ultimi due anni lavorativi. Vengono a cadere sia la possibilità di concedere il prestito pensionistico che la vera flessibilità più allargata, almeno in questo provvedimento. Nella Manovra 2016, invece, dovrebbero rientrare degli interventi a favore degli esodati (si parla delle settima salvaguardia) e l’allungamento al prossimo anno dell’Opzione donna.

Pensione anticipata in Stabilità, si farà solo un piccolo esperimento di orario ridotto per gli ultimi 2 anni di lavoro

Scartata per motivi di bilancio dello Stato la possibilità che la Manovra possa disciplinare la flessibilità in uscita dei contribuenti, ovvero l’opportunità di poter lasciare il lavoro con qualche anno di anticipo in confronto a quanto previsto dalla Legge Fornero, resta in piedi l’ipotesi dell’orario ridotto e facoltativo per i più prossimi alla pensione.

Si tratta di una misura sperimentale che va ad avvantaggiare solo una ristretta parte degli ultra sessantenni: infatti ai dipendenti che si apprestano a fare gli ultimi due anni di lavoro prima della pensione di vecchiaia si darebbe la possibilità di scegliere l’orario part time, senza che il proprio futuro assegno pensionistico ne risulti intaccato.

Pubblicità

Infatti sarebbe lo Stato a versare una parte dei contributi mentre, a differenza dell’ipotesi della staffetta generazionale, l’azienda avrebbe la facoltà di scegliere se assumere un lavoratore giovane o meno.