Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati non intende arrendersi, in Legge di Stabilità dice fiducioso, verranno presentati tre provvedimenti riguardanti i nodi critici ancora irrisolti. Si discuterà di esodati eopzionedonnae flessibilità cercando di arrivare ad una soluzione lungimirante.I primi necessitano della settima salvaguardia, le donne di poter accedere, eliminando finestre mobili e aspettativa di vita, al regime sperimentale 243/2004 fino al 31/12/2015. Per quanto concerne la questione flessibilità, puntualizza Damiano, siamo disposti ad aprire un confronto col Governopoiché si parta dalla proposta di uscita anticipata a partire dai 62 anni + 35 di contributi (quota 97) con penalizzazioni massime del 2% per ogni anno di anticipo rispetto al "baricentro dei 66 anni".

Necessario considerareanche la proposta di Quota 41 che tuteli i lavoratori precoci e permetta loro di accedere alla quiescenza piena senza dover subire alcuna penalizzazione. Il motto di Cesare Damiano, che da tempo si batte per opzione donna, esodati, precoci e flessibilità, pare essere divenuto " cercheremo con tutti i mezzi di portare a casa questi obiettivi di forte giustizia ed equità sociale”.

Riforma pensioni, Quota 41 e 97: obiettivi da raggiungere nella prossima Legge di Stabilità

Cesare Damiano non intende 'gettare la spugna' sulla questione flessibilità e prepensionamento, troppi ancora i lavoratori in attesa di avere notizie certe dal Governo circa il loro futuro previdenziale.

La Legge di Stabilità dovrebbe essere il luogo giusto per raggiungere obiettivi perseguiti da tempo. Il Presidente della Commissione lavoro sul versante flessibilità non ha alcun dubbio e continua a promuovere fermamente il Ddl 857 Damiano-Baretta. Che consentirebbe il prepensionamento a partire dai 62 anni d'età e 35 di contributi, a fronte di una penalizzazione massima dell'8%, e la Quota 41 per i precoci, che meriterebbero la pensione piena avendo già versato ben 41 anni di contributi.

Queste misure che garantirebbero flessibilità al sistema pensionistico italiano, dice Damiano, consentirebbero una "modernizzazione del sistema, molto semplice" che permetterebbe anche di risolvere il problema di quanti, a causa della Riforma Fornero e dell'innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti, sono rimasti senza reddito. Senza contare che misure di questo tipo (quota 97 e 41) favorirebbero anche il turnover generazionale, garantendo maggiore occupazione per i giovani.

Lo scopo di Damiano (PensioniOggi) è quello di portarea casa "con tutti i mezzi possibili" questi obiettivi.

Riuscirà il Presidente della Commissione Lavoro nel suo intento?

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