Tutto si poteva pensare ma non che la tecnologia 2.0 venisse soppiantata e totalmente abolita nel 2015, come per incanto, dalla tradizionale e sacra didattica di una volta. A sentire i genitori di una famosa Scuola inglese, i risultati dell'apprendimento dei loro figli sono assolutamente eccezionali e i corrispettivi traguardi formativi rasentano l'eccellenza. Allora, improvvisamente, ci accorgiamo che qualcosa non è proprio andato nel verso giusto, già a partire dalla politica scolastica europea di questi ultimi dieci o quindici anni, tendenzialmente propensa verso l'uso dei mezzi informatici nelle aule scolastiche, investendo tanto, attraverso gli innumerevoli progetti PON, sulle forniture informatiche e sulla formazione e l'aggiornamento di molti insegnanti.

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Ma a pensarci bene, era proprio tutto questo di cui avevano bisogno gli studenti italiani, affinché raggiungessero i loro veri traguardi formativi e professionali?

Londra, la capitale della didattica tradizionale

La notizia giunge dalla bellissima e popolosa capitale del Regno Unito e subito ha provocato molto scalpore. Prima di tutto perché era proprio impensabile che l'attuale ricerca tecnologica, avanzata in tutti i sensi, subisse una drastica battuta d'arresto proprio nel mondo anglosassone, nazione solitamente propensa ed avvezza ai nuovi ritrovati del moderno consumismo e dell'attuale tendenza verso i nuovi strumenti multimediali.

Ma, contrariamente a quando si pensava, proprio Londra reintroduce il concetto di 'didattica frontale' , rifiutando contestualmente l'ausilio delle moderne e avanzate tecnologie a sostegno dell'insegnamento. La scuola di cui tanto si parla è la 'London Acorn School', una tradizionale scuola media britannica, la quale ospita al suo interno alunni di età compresa tra i 12 e 16 anni con una retta mensile pari a 1.250 euro. L'Istituzione scolastica in oggetto è frequentata da 42 alunni regolarmente iscritti ma all'interno della stessa struttura formativa possono frequentare fino 84 studenti.

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I divieti multimediali sono innumerevoli: non si possono usare gli smartphone, i tablet e tutti i moderni sistemi di comunicazione di massa attuali, infatti, è vietata la semplice visione del mezzo televisivo oltre all'impossibilità dell'uso della connessione internet all'interno delle aule didattiche. Pare che il favore dei genitori a questa situazione sia dilagante e gli studenti continuano a frequentare senza per questo lamentarsi. I risultati degli stessi studenti, infine, sono eccellenti e di questo possono proprio vantarsene.

La moderna scuola si interroga sulla vera efficacia delle nuove tecnologie per la didattica

Insomma, uno strano ritorno al passato che fa sorridere il mondo della scuola pubblica attuale, specie quella italiana, imperniata totalmente dal dilagante mondo informatico e computerizzato: strumenti quali i notebook, i tablet, le lavagne multimediali con i rispettivi collegamenti ad internet sono il corredo permanente di molte aule didattiche e di tanti laboratori oggi presenti nelle nostre scuole italiane ed europee.

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Pensare di rinunciare a questi ausili e a tali opportunità sembrerebbe proprio una follia. Ma la notizia di per se dovrebbe, invece, farci molto riflettere, specialmente sulla reale efficacia di questi ausili e di questi infallibili mezzi tecnologici, nonché sui risultati reali e concreti raggiunti dagli alunni italiani di ogni ordine e grado scolastico, quali futuri protagonisti delle nuove generazioni. In attesa di assistere all'invenzione del prossimo e futuro 'insegnante robot', auguriamo ai ragazzi della 'London Acorn School' di continuare a percorrere la strada intrapresa, consigliando loro di evitare di guardare le notizie che parlano di nuove tecnologie e soprattutto di politica scolastica.