La lotta dei lavoratori precoci continua ela battaglia per ottenere "Quota 41" tiene sempre banco. I lavoratori, sempre più convinti di ottenere giustizia, cercano di trovare quella visibilità che, fino ad oggi, i media hanno poco pubblicizzato. Sabato 21 novembre il segretario della Fiom, Maurizio Landini, ha dato spazio alle proteste dei circa200 precoci che erano in piazza a Roma. I lavoratori precoci sono stati citati nel discorso che il sindacalista ha tenutoe nel qualeha chiestoun provvedimento per consentire a questi lavoratori di andare finalmente in pensione.

Uno dei rappresentanti Roberto Occhiodoro del gruppo "Lavoratori precoci " iscritto sul social Facebook ,ha confermatoche i lavoratori precoci continueranno la loro protesta volta all'approvazionedella fatidica quota 41.

Rizzetto

Walter Rizzetto vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera ha speso anch'egli parole di sostegno a favore dei precoci ribadendo l'appoggio alla quota 41 di Damiano. Nel corso di una intervista su Blastingnews ha affermato che sono sufficienti 41 anni di contributi senza penalizzazioni per ottenere la pensione e che una buona proposta non ha ne età ne colore politico.

Cisal

Anche la Cisal prende posizione contro la legge di Stabilità e si prepara a scendere in piazza perchè occorre cambiare la legge Fornero con l'introduzione della flessibilità in uscita.

Il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, ha ribadito che bisogna rendere più efficace il sistema di perequazione delle Pensioni. Attualmente il rapporto stipendio/pensioni è del 70% ma tra circa 15/20 anni passerà al 43%. Ciò vuol dire che oggi su 1.000 euro di stipendio si riescono a racimolare 700 euro di pensione ma, fra 20 anni, saranno solo 430 euro.

Quindi se si vuole evitare di avere una platea sempre più ampia di nuovi poveri si dovrà per forza trovare una soluzione.

Contributi silenti

Nuovo capitolo si apre sul versante dei contributi silenti, quei contributi che pur essendo stati versati non sono sufficienti per poter ottenere una pensione. Andrea Maestri ex deputato PD,ora passato al gruppo Alternativa Libera-Possibile, ha chiesto a Poletti se ha intenzione di risolvere definitivamente la questione.

Secondo Maestri i contributi versati, che non sono sufficienti per ottenere una pensione, non devono essere incamerati dallo Stato ma essere restituiti al lavoratore.

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