Mentre il governo cerca le coperture economiche per varare le Pensioni di cittadinanza si cerca di capire quanti siano i beneficiari di questa proposta. La platea interessata è superiore a quella della quota 100 che la Lega propone e per la quale occorrono inizialmente intorno agli 8 miliardi. Le pensioni distribuite in Italia sono 23 milioni distribuite a 16 milioni di beneficiari. In base all'importo dell'assegno il 12,6% percepisce sotto i 500 euro e il 26,4 riceve un assegno tra i 500 e 1000 euro. Quindi gli aventi diritto alla pensione di cittadinanza sarebbero i 2 milioni, fino a 500 euro, e una parte dei 4,24 milioni di pensionati che si trovano nella fascia tra 500 e 1000 euro.

Il database dell'Istat nel 2016 indicava in 2,5 milioni i pensionati che percepiscono assegni tra i 500 e 1000 euro. Quindi complessivamente sarebbero circa 4,5 milioni le persone che beneficerebbero dell'aumento.

Quali sarebbero i costi della manovra

Gli assegni che vengono erogati sono rivolti per la grande maggioranza a pensioni di tipo assistenziale, a persone disagiate e ai loro superstiti. Si registra, inoltre, che le pensioni di importo sotto i 1000 euro vengono pagate nel Meridione (e rappresentano circa il 48% del totale) mentre al Centro e al Nord si attestano tra il 32 e 36%. E sono le donne che risultano più penalizzate perché percepiscono meno rispetto ai maschi.

Se la manovra fosse diretta ai soli percettori di pensione fino a 500 euro, le stime dei tecnici ipotizzano che lo Stato dovrebbe pagare un aumento di 13,8 miliardi di euro.

Attualmente la spesa per lo Stato si attesta intorno 7 miliardi di euro. La spesa complessiva sfiorerebbe quindi i 20 milardi. Se a questi si aggiungessero i pensionati, che percepiscono un assegno tra i 500 e 750 euro, bisognerebbe implementare un ulteriore costo, stimato intorno ai 4 miliardi. Una parte di questi soldi, secondo le intenzioni del Movimento 5 Stelle, arriverebbero dal taglio delle pensioni d'oro.

L'idea di di Maio è quella di tagliare le pensioni, dai 4500 euro in su, che non siano giustificate da contributi effettivamente versati. Sono 1,1 milioni le pensioni erogate a chi percepisce almeno 3000 euro al mese e la maggior parte sono percettori di pensione di vecchiaia e anticipate. La stangata per le pensioni d'oro partirebbe a gennaio 2019 e il taglio potrebbe arrivare fino al 25%. I pensionati più penalizzati sarebbero quelli che hanno lasciato il lavoro tra i 58 e 60 anni.