Non si sono ancora spente le speranze di avere a che fare con una Legge di Stabilità che consideri almeno in una certa parte la questione connessa al riassetto del sistema previdenziale. Dopo l’esame del Senato, il testo tornerà infatti alla Camera ed è a quel punto che parlamentari e gruppi politici presenteranno nuovi emendamenti potenzialmente in grado di cambiare le carte in tavola. Le ultime news sulle pensioni aggiornate ad oggi 16 novembre si rifanno dunque alle possibili novità parlamentari ma ruotano attorno anche alle dichiarazioni del ministro Poletti, che d’accordo con il premier Renzi ha sottolineato come si debba procedere all’innesco di meccanismi cosiddetti di ‘invecchiamento attivo’.

Tra i soggetti maggiormente interessati alla prossima manovra previdenziale troviamo soprattutto i lavoratori precoci, che attendono con ansia l’ormai famigerata Quota 41 contenuta nel ddl Damiano. Un ddl fin qui ignorato che però la discussione in programma nelle prossime settimane a Montecitorio potrebbe in un qualche modo riabilitare.

Notizie pensioni oggi 16 novembre: precoci e Legge di Stabilità, Poletti propone l’invecchiamento attivo

Le ultime notizie sulle pensioni aggiornate ad oggi 16 novembre si rifanno in primo luogo alle parole pronunciate dal ministro Poletti a margine dell’assemblea di Confindustria Verona.

Il responsabile del Welfare del governo Renzi ha sottolineato come il part-time in uscita per chi abbia ancora tre anni di lavoro prima del pensionamento sia stato pensato per innescare meccanismi di ‘invecchiamento attivo’. Il concetto alla base di questa espressione è molto semplice: la popolazione invecchia sempre di più per via di aspettative di vita sempre più elevate, urge dunque che si lavori di più.

Il problema però è che non si dovrebbe considerare solo un estremo, ovvero la conclusione del periodo lavorativo, ma guardare anche all’altro versante, ovvero quello dell’inizio del percorso professionale di ciascuno. E’ il caso dei precoci, che avendo iniziato a lavorare molto presto non possono (e non devono) restare a lavoro più a lungo di quanto non sia previsto oggi. Semmai devono compiere il percorso contrario.

Al di là dei possibili emendamenti alla Legge di Stabilità l’impressione è che nulla cambierà se non prima sarà risultato chiaro questo concetto. Non è possibile studiare un nuovo sistema previdenziale tenendo conto solo dell’età anagrafica o solo dell’età contributiva. Bisogna considerare entrambi i parametri per poter ottenere la migliore formula possibile appannaggio di tutte le categorie lavorative di questo paese.

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Riforma pensioni, novità oggi 16 novembre: ‘Boeri e Renzi devono vergognarsi’

L’accusa, nemmeno tanto velata, viene dal presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta, che parlando ai microfoni del Tg5 della riforma delle pensioni ha espresso tutto il proprio rammarico per la politica previdenziale adottata dal presidente INPS e dal primo ministro: ‘Sarebbe ora di finirla con queste continue proposte che angosciano i pensionati.

Tagliare le Pensioni sopra i 2 mila euro è iniquo e sbagliato dal punto di vista economico e da quello sociale. Basta Renzi, basta Boeri. Vergognatevi’. Il livello di intensità del dibattito continua dunque a crescere con la partita previdenziale che continua a dividere anziché unire. Tutti giocano contro tutti con la conseguenza che stenta a venir fuori quel clima di accordo e collaborazione che potrebbe portare a gettare le basi di un radicale cambiamento.

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