Dopo le dichiarazioni di Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, sulla necessità di non intervenire sulla flessibilità applicata alla riforma del sistema previdenziale, arrivano le prime dichiarazioni da parte di alcuni esponenti politici. Tra queste evidenziamo quelle di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, relativamente alle questioni sulla flessibilità in uscita e sui lavoratori precoci.

Damiano auspica un intervento a favore dei precoci

L'esponente dem del Partito Democratico, nel corso della trasmissione di Radio 1, la Radio ne parla, ha evidenziato l'ottimo lavoro che sta effettuando la Commissione Lavoro, da lui presieduta, al fine di cambiare quanto prima il sistema pensionistico.

Il disegno di legge numero 857, presentato da Damiano, va incontro ai tanti lavoratori precoci che richiedono di andare in pensione prima dei 60 anni, al raggiungimento dei 41 anni di contributi. Quanto richiesto a gran voce dal presidente della Commissione è però in netto contrasto con le dichiarazioni di Padoan, il quale ribadisce la necessità di non indebolire il sistema pensionistico attraverso una normativa sulla flessibilità. 'Capisco le preoccupazioni da parte di Padoan. Noi non vogliamo cancellare la riforma Fornero ma solo arrivare ad una correzione strutturale della stessa', queste le parole di Damiano.

Da rivedere il sistema Opzione Donna

Secondo il presidente della Commissione, sono molti gli interventi da fare sulle Pensioni con il dibattito che, su questo tema, rimane sempre acceso e con le continue discussioni relative alle salvaguardie per gli esodati. Lo stesso Tito Boeri, presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), ha specificato che è necessaria una riforma delle pensioni, a partire dal 2016.

Secondo l'economista, la Legge di Stabilità è stata un'occasione persa per la tutela di quei lavoratori vicini alla pensione. Un'altra considerazione riguarda il sistema sperimentale Opzione Donna che, al momento non include quelle lavoratrici nate nell'ultimo trimestre del 1957 o 1958. Si sta lavorando proprio per allargare la platea delle interessate a questo metodo flessibile. Ricordiamo che questo provvedimento permette il pensionamento anticipato alle donne che hanno raggiunto i 57 anni di età (58 anni per le autonome) con i 35 anni di contributi, a condizione di accettare gli assegni previdenziali calcolati con il sistema contributivo.

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