E' arrivato il giorno di Maurizio Landini, la pioggia non ferma la manifestazione nazionale promossa oggi dalla Fiom Cgil per sollecitare con forza la riforma Pensioni e il rinnovo dei contratti di lavoro, per contestare il Jobs act e la legge Buona Scuola, per dire no alla legge di Stabilità 2016 del Governo Renzi che ieri ha avuto il primo via libera dall'aula del Senato. In piazza per dire a gran voce all'esecutivo guidato dal segretario del Partito democratico "che la Legge di Stabilità 2016 non va bene e va cambiata", ha spiegato oggi a Roma il leader della Fiom.

Stabilità 2016, pensioni, lavoro: la protesta della Fiom Cgil di Maurizio Landini

Ieri a Palazzo Madama il primo sì in prima lettura alla manovra di bilancio che riduce la pressione fiscale ma lascia irrisolti i nodi sulle pensioni, rinviando la discussione alla Camera in seconda lettura, anche se ancora nulla è certo se non in primi interventi su esodati, opzione donna, no tax area pensionati, pensione anticipata part-time. Tutti interventi ritenuti parziali che dovrebbero essere modificati, ma ancora molti sono i dubbi del governo che tira dritto per la sua strada.

"Quello che sta votando il Parlamento - ha aggiunto Landini - non ha il consenso del Paese". Stesso concetto già espresso nei giorni scorsi e ribadito oggi alla manifestazione.

"Penso che quando si fanno leggi sbagliate come quelle sul lavoro e la scuola - ha proseguito il segretario generale del sindacato dei metalmeccanici - dobbiamo anche pensare di arrivare, se necessario, a referendum abrogativi".

Diversi i movimenti e i gruppi che si sono associati oggi alla richieste della Fiom. "Da oggi - ha spiegato Landini - inizia una mobilitazione sul tema pensioni, sulla lotta all'evasione fiscale, sulle risorse per la sanità, per riconquistare - ha sottolineato il dirigente sindacale - il contratto nazionale di lavoro". Oltre che al Governo Renzi il promotore della Coalizione sociale si rivolge direttamente agli imprenditori.

Pensione Quota 41, in piazza anche i lavoratori precoci uniti per i propri diritti

"Il messaggio che deve arrivare a Federmeccanica - ha detto oggi Landini - è che c'è un sindacato rappresentativo che ha il mandato dei lavoratori e che sfida gli imprenditori - ha sottolineato - sul cambiamento del Paese, chiedendo di investire - ha spiegato il leader della Fiom - sul lavoro e di mollare la strada della riduzione dei diritti". In piazza con Landini, oggi, anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che sta lavorando, insieme alla Cisl di Annamaria Furlan e alla Uil di Carmelo Barbagallo, su una piattaforma unitaria per la riforma pensioni.

A protestare oggi a Roma anche il comitato dei "Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti" che quotidianamente porta avanti la battaglia per il pensionamento dei lavoratori precoci sulla propria pagina Facebook. Chiedono di potere andare in pensione con 41 anni di contributi "senza se e senza ma", come recita uno dei cartelli esposti durante la manifestazione. "Quota 41 (anche meno) per tutti, ddl 857", si legge tra gli slogan in riferimento al ddl 857 a prima firma del presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.

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