La Scuola fa i conti con la Buona Scuola e i primi risultati, dopo appena due mesi dall'inizio del primo anno scolastico post 'rivoluzione copernicana' dettata dalla legge 107, non sono assolutamente incoraggianti. 'Sapevamo già che andava a finire così' staranno pensando i docenti e, in effetti, i primi grossi problemi stanno venendo a galla.

Alternanza scuola-lavoro: interrogazione parlamentare al ministro Giannini

Come riportato dal quotidiano 'Repubblica', i problemi riguardano soprattutto l'alternanza scuola-lavoro, il comitato di valutazione e l'organico di potenziamento.

Per quanto riguarda la volontà del governo di rafforzare il legame tra il mondo della scuola e quello del lavoro, c'è già da segnalare un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, e firmata da un gruppo di parlamentari del PD, tra le quali Simona Malpezzi, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, attraverso la quale si fanno presente le difficoltà che le scuole stanno incontrando nel rivolgersi ad enti pubblici e privati per concretizzare l'ampliamento del progetto scuola-lavoro: sembra che le aziende non siano affatto entusiaste dell'idea, anche per una scarsa conoscenza della normativa. Di questo passo, sarà impossibile rispettare le 200 ore negli ultimi tre anni dei licei e addirittura le 400 negli Istituti Tecnici.

Buona Scuola news 2 novembre 2015: problemi nei comitati di valutazione e rebus fase C assunzioni

Un'altra grana da affrontare è quella relativa ai comitati di valutazione ma già si sapeva in partenza come la formazione di tali organi collegiali sarebbe stata tribolata, anche perchè i sindacati di base ne avevano 'caldamente' raccomandato il boicottaggio. Il risultato è stato che in moltissime scuole si sono avute poche candidature e, addirittura, in alcuni casi, nessuna.

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Anche l'organico di potenziamento, gli oltre 55.000 docenti che verranno assunti in questo mese di novembre con l'attuazione della fase C, non convince affatto: ci si chiede, infatti, se e come i nuovi arrivati riusciranno a dare un concreto aiuto alle singole scuole. Il fatto stesso che le scuole non vedranno l'assegnazione di docenti in base alle singole discipline ma secondo le aree disciplinari, rappresenta una palese contraddizione: serviranno davvero dal punto di vista didattico oppure finiranno per ricoprire un ruolo poco edificante (per non dire mortificante) di 'tappabuchi'?

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